Secondo l’ex Guardasigilli e presidente della Consulta, Giovanni Maria Flick, sulla decisione di Nordio sui giudici di Milano prova «perplessità di fronte a un’iniziativa che sembra basata su una “grave e inescusabile negligenza” dei magistrati» ma «l’errore, se non è macroscopico, non può configurare un illecito disciplinare neppure sotto il profilo di una “grave e inescusabile negligenza”. È un errore che, se esiste, va corretto dal PM che impugna la decisione di non mantenere la custodia in carcere», afferma in un’intervista a Repubblica.
Rispetto alla posizione di “difesa dei valori costituzionali” assunta dall’Anm, Flick commenta: «Stavolta sono d’accordo e sono solidale con la preoccupazione della magistratura. Condivido la perplessità e il timore degli avvocati anche di fronte al rischio che questo possa diventare uno stimolo per evitare in generale la concessione dei domiciliari».
«La legge non lascia spazi di interpretazione che consentano di entrare nel merito della decisione, giusta o sbagliata che sia, a meno che non sia stato commesso un errore macroscopico o una negligenza grave e inescusabile, come aver ignorato o travisato una prova evidente. In altre parole, l’illecito disciplinare non può mai consistere nel punire una valutazione sbagliata o difforme da quella di altri».
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