Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Debora Fino, presidente Re Soil Foundation: “Mancano azioni concrete nel testo UE per fermare il degrado del suolo”

Debora Fino, presidente di Re Soil Foundation, ha commentato la proposta di direttiva Ue sul suolo presentata oggi a Bruxelles dal vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, e dal commissario all’Ambiente, Virginijus Sinkevicius. È «un testo che rispecchia solo parzialmente gli obiettivi giusti e ambiziosi che la Ue aveva fissato per curare il degrado del suolo, nonostante indubbiamente individui importanti azioni di monitoraggio per tracciare, entro i prossimi 5 anni, un quadro preciso della situazione dei suoli europei».

«Nella sua Strategia 2030 per il suolo» prosegue «la Commissione si era data l’obiettivo di riportare in salute tutti i terreni europei entro metà secolo. Per riuscirci occorrono azioni concrete e coraggiose e un deciso cambio di rotta, a partire dal consumo di suolo che procede a ritmi insostenibili in molti Paesi, Italia compresa. Nella stessa introduzione alla proposta di legge, la Commissione ricorda che il 60-70% dei suoli continentali è malato e che i terreni coltivabili si sono dimezzati in 50 anni da 0,36 ettari pro capite a 0,18».

Secondo Re Soil Foundation «è positiva la decisione di istituire un quadro coerente di monitoraggio di tutti i suoli nella Ue e di obbligare gli Stati membri a dotarsi di un registro aggiornato dei siti contaminati, facendo al tempo stesso una valutazione specifica per ogni sito sulle sue ricadute per la salute umana. Ma sappiamo bene» aggiunge Fino, «che il monitoraggio da solo non è in grado di far invertire la tendenza al degrado della salute dei suoli. Occorre inserire dei target che siano il frutto di impact assessment, dialogo con le parti e di una visione sistemica che tenga conto degli impatti delle azioni messe in campo in ottica transettoriale».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.