Il giorno X per il calcio italiano sta arrivando: il 16 febbraio dovranno essere versate le mensilità di ottobre e novembre 2020 ai calciatori, per un ammontare di 215 milioni di euro solo di stipendi. La crisi, già violenta per le società delle leghe professionistiche, aumenta la preoccupazione attorno a quella data. Si attendono buone notizie dall’asta per i diritti televisivi 2021-2024. Da lì passerà gran parte del futuro del calcio italiano, che spera di vedere aumentato il valore di questa tornata. Le prime offerte pervenute, però, non rappresentano ancora il sole dopo la tempesta. Senza considerare Sky, con ancora pendente una rata di 130 milioni, legata al contratto ancora in essere.
In soccorso ai club, secondo Repubblica, arriverà il Consiglio Federale. La Figc, che già aveva chiesto alla Uefa un taglio incondizionato degli stipendi del calcio del 20-25%, raccogliendo molti pareri contrari anche da altre federazioni e da Ceferin, benedirà in consiglio un via libera formale agli accordi con i calciatori. Sostanzialmente chiunque non fosse in grado di pagare gli stipendi potrà rimandare i pagamenti, a patto di avere un accordo firmato con i dipendenti in sede protetta, ossia alla commissione provinciale del lavoro. Non è un rinvio formale, ma una mano tesa per permettere ai club di prendere tempo e respirare.
Di recente è stata resa nota la notizia per cui l’Inter ha saldato i mesi di luglio e agosto in queste ore, ma non è l’unica società a trovarsi in questa situazione. Al contrario ci sono anche esempi virtuosi. Come il Napoli, che è l’unica ad aver già bonificato oltre alle mensilità di novembre e dicembre, anche gennaio.








