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Federico Freni, sottosegretario MEF: “Se crescono i mercati cresce anche il Paese”

“Il mercato dei capitali italiani ha sofferto uno scarso dinamismo che lo ha reso sempre meno attrattivo per investitori e imprese.

Molte società sono uscite dal mercato e quelle che decidono di raccogliere capitali non scelgono la Borsa.

Gli investitori preferiscono sempre più i mercati esteri.

Il Ddl vuole fornire una risposta a questi problemi per sostenere la crescita del mercato dei capitali, recuperando competitività e dinamismo: perché se crescono i mercati, cresce il Paese”.

Lo ha detto Federico Freni, sottosegretario al Mef, al Sole 24 Ore a proposito del ddl di riforma del mercato dei capitali esaminato ieri dal Cdm.

Il provvedimento “introduce un insieme di semplificazioni e razionalizzazioni, affiancate da presidi di promozione dell’inclusione finanziaria”, ha aggiunto Freni sottolineando che “le Pmi costituiscono la dorsale produttiva dell’economia del Paese e il segmento più dinamico del mercato dei capitali, come dimostra la storia di successo di Euronext Growth Milan.

Occorre proseguire negli interventi che riconoscano le loro specificità con un approccio proporzionale, lo stesso adottato in ambito europeo, per consentire alle imprese di crescere senza restare ‘schiacciate’ dalle regole”.

“Il ruolo degli investitori istituzionali va potenziato per consentire un cambio di passo anche sul fronte della domanda di investimenti: il ruolo delle Casse è essenziale allo sviluppo del mercato.

Casse e fondi pensione sono al centro del progetto di rilancio degli investimenti in economia reale.

Molte imprese però evitano la Borsa il mercato dei capitali per il timore dei loro azionisti di perdere il controllo.

Una naturale diffidenza verso il mercato dei capitali caratterizza da sempre le imprese italiane, soprattutto le medio-piccole”, ha concluso.

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