Fabio Ciciliano (CTS): «Non si può aprire tutto e subito, la politica deve capirlo»

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“Bisogna lavorare perché le riaperture siano incanalate in binari di sicurezza per evitare una nuova crescita dei contagi. Ciò che mi lascia perplesso è che talvolta le diverse anime politiche che promuovono le riaperture lo fanno in maniera incompleta, badando magari ad un singolo settore senza avere una visione complessiva. Ma forse alla politica ciò non è richiesto. Aprire tutto e subito sarebbe una vera sciagura, in questo momento. Significherebbe vanificare gli sforzi dolorosi che il Paese ha compiuto fino ad ora”. Ad affermarlo, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, è Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia e membro del Cts.

Il Paese, rileva, “è sfinito da un anno difficilissimo dove una importante fetta della popolazione non riesce quasi più a sopravvivere. L’azzeramento di alcuni interi settori di attività economiche ha impedito in molti casi addirittura il minimo sostentamento. Condivido pienamente la posizione del presidente del Consiglio, Mario Draghi con una visione di riapertura progressiva come risultato di un ‘rischio calcolato’ per il Paese”, aggiunge.

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