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[Lo scenario] L’Europa è spaccata sull’embargo al petrolio e al gas russo. La Ue: «Valuteremo una tassa»

L’alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Josep Borrell, ha ribadito la necessità che i 27 Paesi membri ottengano l’indipendenza energetica da Mosca il prima possibile, ma ha sottolineato che, al momento, manca l’unanimità necessaria per imporre l’embargo sulle importazioni di petrolio e gas che alimentano la macchina da guerra del presidente russo, Vladimir Putin.

La guerra deve essere decisa sul campo di battaglia

Borrell ha anche spiegato che i Paesi dell’Ue possono però decidere in autonomia di interrompere le importazioni di combustibili fossili russi e ha insistito sulla necessità di sostenere Kiev attraverso l’invio di armi. “La guerra dovrà essere decisa sul campo di battaglia”, ha detto in una video intervista con alcune testate giornalistiche, tra cui El Pais. “Il tentativo iniziale della Russia di condurre un’operazione rapida è fallito. Non sono stati in grado di prendere Kiev. Hanno dovuto ritirarsi, cambiare tattica e concentrare tutti i loro sforzi nella regione del Donbass. Finora hanno perso”, ha detto l’alto rappresentante, sottolineando che “per gli ucraini il prezzo da pagare è molto alto: hanno subito pesanti perdite, le infrastrutture sono state distrutte, i civili costretti a fuggire, molti sono morti, ma la Russia ha fallito. Vedremo cosa accadrà nella prossima battaglia”.

Disponibili a trattare con Putin, ma lui vuole la guerra

Borrell ha aggiunto di essere disposto a negoziare con Putin, spiegando però che “il problema è che Putin sta dicendo che continuerà la guerra” e che nel frattempo l’Ue deve impegnarsi a sostenere gli ucraini “perche’ sono stati attaccati e piu’ armi forniamo, piu’ ci impegniamo”. L’alto rappresentante ha anche evidenziato che la situazione attuale e’ particolarmente delicata perche’ l’Ue vuole sostenere una delle parti in guerra senza pero’ entrare nel conflitto.

“Noi forniamo armi, loro subiscono le conseguenze della guerra. Continueremo a fare questo sforzo e ad aumentarlo, senza entrare in guerra. Vogliamo solo che gli ucraini siano in grado di difendersi”, ha detto.

Fondamentale ridurre importazioni gas e petrolio

Per quel che riguarda l’energia, Borrell ha ribadito che ridurre le importazioni di petrolio e gas dalla Russia e’ fondamentale ma al momento non e’ possibile sapere quando questo accadra’. “Non posso dare una data”, ha detto, ma “ci sono sono varie opzioni sul modo migliore per farlo: una tassa, un divieto di importazione, un sistema in stile-Iran”. Molti economisti affermano che sarebbe opportuno rendere piu’ costosi gas e petrolio in modo da creare incentivi per cercare fonti alternative. “Nessuna di queste proposte ha raggiunto la necessaria unanimita’. E’ una decisione che deve essere presa dal Consiglio europeo e non c’e’ ancora un accordo”.

Borrell ha spiegato che il Consiglio europeo non ha fornito un orientamento per l’approvazione di un divieto totale delle importazioni di petrolio e gas, “perche’ ci sono alcuni Stati membri che hanno detto chiaramente che porranno il veto. Se questo e’ il caso, una decisione unanime non puo’ essere presa. Mi dispiace, ma e’ cosi'”. Tuttavia, “se qualcuno non vuole partecipare, altri possono farlo. Non c’e’ bisogno dell’unanimita’ per agire volontariamente, seguendo un piano. Possono agire secondo una decisione collettiva, che non e’ ufficialmente una decisione dell’Ue. Non sara’ unanime, ma possono scegliere da soli. Questo e’ cio’ che sta accadendo ora e sta funzionando.

Ogni Stato può decidere in autonomia

Non entrera’ in vigore domani ma e’ un percorso di riduzione”, ha detto, facendo l’esempio della Germania, che “ha assicurato che si liberera’ del petrolio russo entro la fine dell’anno. E ricordatevi che la Russia ottiene molto piu’ denaro dal petrolio che dal gas. Questo sta gia’ accadendo. La diminuzione del petrolio acquistato dalla Russia e’ molto importante. E stiamo sostituendo il gas con altro gas proveniente da fonti diverse. Stiamo parlando con tutti e stiamo spingendo tutti ad agire. Quando la Germania dice che non avra’ piu’ petrolio russo entro la fine dell’anno, sta facendo un grande sforzo”.

Borrell ha aggiunto che il petrolio russo e’ molto piu’ facile da abbandonare perche’ “non e’ una materia prima per l’industria ma solo una fonte di energia, mentre il gas e’ una materia prima e nell’industria petrolchimica e’ insostituibile. La Russia vedra’ come diminuiranno i proventi della vendita di petrolio e gas. Se potessimo avere l’unanimita’ sarei piu’ che felice, e sto spingendo per questo, proponendo argomentazioni, esplorando possibilita’, cercando alternative”.

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