Maggiore focus nella strategia di Enel. Questo il desiderio di Flavio Cattaneo. Il nuovo piano sarà presentato a fine novembre, ma l’ad del Gruppo, nel suo primo intervento pubblico al Como Lake, si lascia scappare una piccola anticipazione e annuncia anche un’offerta ad hoc sull’auto elettrica.
Cattaneo (ad), più attenzione a Italia per margine che ci porta
«Dall’Italia arriva il 50% della nostra marginalità e non sempre ha beneficiato del 50% di investimenti. Bisogna che da parte nostra ci sia una attenzione quanto meno al margine che ci porta come Gruppo», ha detto Cattaneo senza mettere in discussione lo standing internazionale di Enel. «Noi cercheremo di essere presenti solo laddove saremo integrati, perché questa strategia ci consente di correre meno rischi», ha ribadito anche il manager parlando delle dismissioni avviate nei Paesi considerati non core.
Auto elettrica in un pacchetto di prodotti (e servizi)
«Daremo la possibilità in futuro di acquistare auto elettriche con il Gruppo Enel in bundle, assieme ad altri gruppi finanziari» per cercare di abbatterne il costo, ha annunciato Cattaneo. Ossia, un pacchetto di prodotti (e servizi) offerti insieme a un prezzo più vantaggioso rispetto al prezzo di vendita dei singoli. Il manager ha parlato di “un bundle con le società di leasing” per far sì che «il costo mensile dell’auto elettrica, se possibile, sia uguale ma comunque non troppo lontano da quelle a benzina e questo anche per le flotte aziendali». Cattaneo ha anche riferito che il gruppo farà “una forte campagna in ottobre sul wallbox”, la colonnina di ricarica a casa su cui il governo ha sbloccato gli incentivi.
Su colonnine serve maggiore sforzo su autostrade
Per le colonnine di ricarica delle auto elettriche «serve maggiore sforzo sulle autostrade», è la posizione dell’ad di Enel, che ha osservato come per i punti di ricarica «non sempre le autorizzazioni sono state date dove serve», come è il caso dei piccoli Comuni; in più «noi abbiamo alcune perplessità sulle notizie che prevedono le ricariche da venti minuti sotto il sole e al freddo senza avere servizi accessori. Secondo noi vanno realizzate nelle aree dove già ci sono questo tipo di servizi».
I tre elementi che bloccano l’auto elettrica in Italia
«L’Italia purtroppo è tra i Paesi europei che ha la più bassa penetrazione dell’auto elettrica, solo il 2% del parco auto è elettrico», ha osservato il manager che ha evidenziato tre “elementi concreti” che disincentivano l’e-mobility: il prezzo del mezzo, l’inesistenza di un mercato secondario dell’usato e la mancanza dei punti di ricarica sulle reti autostradali.








