Un nuovo decreto legge di sostegno all’economia con la cassa integrazione gratuita, come quella prevista per il Covid, per i settori produttivi piegati dalla mancanza di materie prime, in seguito alla guerra in Ucraina.
In prima fila le imprese della ceramica, che per via della mancanza di argilla e ramino potrebbero andare avanti al massimo per tre settimane.
La ceramica
“Sono già 4 mila i lavoratori in cassa integrazione perché una trentina di fabbriche si sono fermate, dice il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani. Nel 2021 l’Italia ha importato dall’Ucraina 2 milioni di tonnellate di argilla e oltre 100 mila tonnellate di caolino” anticipa il Corriere.
Le cartiere
In estrema difficoltà anche le industrie della carta, per via della carenza di materia prima e dell’impennata dei prezzi.
Secondo Assocarta, il 3o% degli impianti è fermo o ha rallentato la produzione, anche per via dei costi «Insostenibili» del gas.
I settori energivori
“Per il caro bollette soffrono i settori energivori: oltre la ceramica, il vetro, la metallurgia (fonderie, alluminio, acciaio), la gommaplastica. Tutto il settore delle costruzioni lamenta la crescita senza sosta dei prezzi di ferro, legno e altre materie prime” prosegue il Corriere.
Le costruzioni
L’Ance Sicilia denuncia l’impossibilità di proseguire l’attività dei cantieri, a partire dalle imprese dei lavori stradali «a causa dell’aumento del 600% dell’asfalto». A rischio anche le altre produzioni che utillzrano ferro, rottami di ferro, nichel e rame: materie che scarseggiano e con i prezzi alle stelle. In difficoltà anche le aziende del tessile-modacalzature che esportano in Russia.
Lotta al caro carburante
Nel piano anticrisi potrebbero rientrare anche interventi per contrastare il caro carburanti. I sindacati dei gestori chiedono l’accisa anticiclica che sterilizzi gli aumenti del gettito Iva dovuti all’incremento dei prezzi. Per sostenere tutti questi interventi, servono diversi miliardi. Per questo il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, non esclude uno «scostamento di bilancio», cioè l’aumento del deficit. Lo stesso Giorgetti ipotizza un fondo ad hoc per sostenere la liquidità dei settori in crisi, anche con ristori a fondo perduto per le aziende costrette a fermarsi.








