Su La Stampa, Gabriele Segre analizza la nascita della Waico (World Artificial Intelligence Cooperation Organization), la nuova organizzazione multilaterale sulla governance dell’intelligenza artificiale promossa dalla Cina.
Con sede a Shanghai, il sostegno delle Nazioni Unite e l’adesione iniziale di 29 Paesi, l’iniziativa rappresenta un segnale della crescente ambizione di Pechino di assumere un ruolo centrale nella definizione delle regole globali sull’IA.
Secondo l’autore, il progetto si inserisce nel vuoto lasciato dagli Stati Uniti, sempre meno propensi a esercitare la tradizionale leadership internazionale e sempre più orientati a un approccio selettivo nei confronti di alleati e partner.
In questo contesto, la Cina propone una strategia alternativa, fondata su tecnologie meno costose, adattabili ai contesti locali e accompagnate da infrastrutture, formazione e assistenza.
Pechino presenta inoltre i propri modelli come più aperti e collaborativi rispetto a quelli statunitensi.
Segre sottolinea però che la creazione di una nuova organizzazione non equivale automaticamente alla costruzione di un nuovo ordine internazionale.
Per esercitare una vera leadership globale non bastano visione e capacità tecnologica: servono anche legittimità, sicurezza, stabilità e la disponibilità a sostenere i costi necessari per garantire beni pubblici internazionali come mercati aperti, regole condivise e rotte commerciali sicure.
L’autore evidenzia come persino gli Stati Uniti abbiano spesso vissuto con fatica il peso della leadership mondiale.
La Cina, che storicamente si è presentata come vittima di un ordine costruito da altri, dovrà quindi decidere se assumersi responsabilità più ampie.
La vera questione non è se Pechino desideri guidare il sistema internazionale, ma fino a quando potrà evitare di farlo, soprattutto se la tutela dei propri interessi economici richiederà un coinvolgimento crescente.
Per Segre, la nascita della Waico è un segnale importante delle ambizioni globali della Cina, ma resta da verificare se Pechino sarà davvero pronta a sostenere le responsabilità e i costi di una leadership internazionale duratura.








