Donatella Tesei (presidente Regione Umbria): «Recovery Plan decisivo per cambiare Centro Italia, ma serve semplificare normative»

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Donatella Tesei, governatrice dell’Umbria e coordinatrice per la definizione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr), è intervenuta sulle pagine de il Messaggero.

«Le regioni del Centro Italia scontano contemporaneamente più crisi. Il sacrificio legato al sisma 2016 è ancora presente, ha creato problematiche importanti per la fascia appenninica che come Regioni abbiamo cercato di affrontare con determinazione. Si è vista un’inversione di tendenza sull’accelerazione delle pratiche per la ricostruzione: quando con le ultime ordinanze commissariali siamo andati semplificare le procedure, le pratiche sono state velocizzate e i cantieri sono stati avviati».

La semplificazione, sottolinea Tesei, è fondamentale anche e soprattutto in chiave Recovery Plan. «Questa è la via: se non procediamo con riforme strutturali che riguardano ad esempio il Codice degli appalti, la semplificazione delle operazioni, rischiamo che queste risorse non possono essere utilizzate appieno. Se dobbiamo seguire le procedure vigenti potremmo non essere in grado di spendere tali risorse entro i tempi che ci sono stati dati, cioè entro il 2026».

La presidente della Regione Umbria spiega la fondamentale importanza dell’indirizzo del Recovery, che potrebbe cambiare il Centro Italia, ma anche e soprattutto regioni come l’Umbria, che negli ultimi 20 anni non ha ancora superato tre crisi, esplose negli anni. «I progetti collegati alle 6 missioni individuate dalla Commissione europea potrebbe rivelarsi decisivi per le regioni del Centro. Col commissario Legnini abbiamo condiviso anche un’ipotesi di progetti per il Recovery che riguardano le aree terremotate: risorse ulteriori per sostenere lo sviluppo di queste aree per tutto ciò che non è connesso alla ricostruzione. L’Umbria è una di quelle regioni che da sviluppate è passata in transizione avendo perso negli ultimi anni Pil, occupazione e competitività. Sono stati anni drammatici per l’Umbria dove stiamo gestendo tre crisi: a quella post 2008 mai superata, si sono sovrapposti il terremoto e la pandemia. Per questo ho più volte posto l’attenzione sulla questione Italia centrale ai tavoli regionali e nelle interlocuzioni che abbiamo avuto, non con l’attuale governo».

Attenzione che sarà ribadita nel primo incontro col nuovo esecutivo. «Giovedì prossimo per la prima volta incontreremo il governo Draghi in una seduta della Conferenza Stato-Regioni dedicata al Recovery Plan. Abbiamo domande da chiarire, a partire dal ruolo delle Regioni: non è stato detto se il loro deve essere di programmazione col governo o di semplici enti attuatori di progetti nazionali declinati a livello locale. Nelle missioni del Recovery Plan ci sono poi le materie che per la Costituzione sono di competenza delle Regioni: un altro punto su cui confrontarci».

A proposito di questo, Tesei specifica come il dialogo col governo miri a sollecitare l’attenzione sul divario tra Nord e Sud, soprattutto a partire dalle infrastrutture, digitali e non, strategiche per colmare il deficit. «Nelle precedenti audizioni, ho sempre sottolineato che uno degli obiettivi sarà superare il divario territoriale Nord-Sud evidenziando il tema dell’Italia centrale. Se parliamo di grandi temi come le infrastrutture, vediamo che l’Umbria è priva di una linea ferroviaria di alta velocità, un divario che va colmato. Partendo, ad esempio, dal potenziamento della Orte-Falconara ma un altro tema è la digitalizzazione, indispensabile per collegare i piccoli borghi. C’è da colmare anche un divario interno tra aree metropolitane e rurali più disagiate e più lontane».

«Tutti dobbiamo avere una visione più ampia per stabilire progetti e sinergie più ampi. Penso, ad esempio, al lavoro che potrebbe essere svolto attraverso le università, i Centri ricerca e le imprese, per fare massa critica in Italia centrale che è stata molto penalizzata. Nella redazione dei nostri progetti Pnrr stiamo lavorando sui grandi temi e le missioni Ue ma anche per sviluppare start up, centri innovativi, il concetto delle filiere in tutti i settori, dall’industria al turismo», conclude la governatrice umbra.

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