«Oggi l’aggregazione tra professionisti è una necessità: lavorare insieme significa ammortizzare i costi, accrescere le competenze e la specializzazione degli studi e migliorare le prestazioni offerte ai clienti». Lo ha detto Matteo De Lise, presidente dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
«Incentivare le aggregazioni tra professionisti, anche per favorire l’inserimento dei giovani negli studi, e abolire le discriminazioni esistenti in campo fiscale fra chi svolge l’attività professionale in forma individuale e chi lo fa in forma aggregata (si pensi all’assoggettamento all’Irap o ai diversi regimi Irpef ed Iva fra forfettari e ordinari, senza dimenticare eventuali doppie imposizioni previdenziali) è improcrastinabile».
«Invece» avverte «facciamo i conti con riforme che, nella prospettiva di ridurre il prelievo fiscale a chi presenta livelli minori di fatturato, stanno esasperando le forme individuali di esercizio della professione producendo un “nanismo” professionale che va contro l’interesse generale del Paese. E che produce danni a una categoria che, anno dopo anno, deve fare i conti con il calo degli iscritti».
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