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[L’intervista esclusiva] Armando De Crinito (direttore Sviluppo Economico Regione Lombardia): «La sfida è consolidare il processo di ripresa»

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La Lombardia è stata, suo malgrado, tra le Regioni protagoniste e più colpite dalla pandemia, soprattutto nella prima fase dell’emergenza. Ma oggi si pone nuovi obiettivi per la ripartenza e vuole essere «traino della ripresa» per tutta l’Italia.

Lo racconta nell’intervista rilasciata in esclusiva per l’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia, il direttore generale dello Sviluppo economico della Regione Lombardia, Armando De Crinito.

Dottor De Crinito, abbiamo attraversato un lungo periodo di emergenza sanitaria, che nei primi mesi si è focalizzata in maniera particolarmente grave in Lombardia e nel Nord Italia. Ma la crisi non ha interessato solo la salute, infatti ha avuto pesanti conseguenze anche dal punto di vista economico e sociale. Quale ritiene saranno gli elementi fondamentali su cui far leva per la ripartenza? 

«La Lombardia rappresenta, nonostante la pandemia che l’ha duramente colpita, un punto di riferimento per l’intero paese e un traino per portarlo definitivamente fuori dall’emergenza. Nel corso del 2020, in un contesto caratterizzato da radicali cambiamenti e da profonda incertezza per il futuro, la Regione ha prontamente rivisto l’elenco dei propri obiettivi prioritari traducendoli in misure atte a traguardare il sistema istituzionale ed economico oltre la crisi e a garantire una ripresa solida ed efficace a tutto campo: dalla sanità alle infrastrutture, passando per gli interventi a favore di famiglie, lavoratori e imprese, anche in termini di misure di semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi».

«Tale percorso è proseguito nel primo semestre del 2021 che si è caratterizzato, per quanto riguarda in particolare il rilancio e la resilienza del sistema economico e produttivo, per la messa in campo di un ingente pacchetto di misure, anche innovative, di sostegno economico e di incentivazione orientate a rispondere a 360 gradi alle esigenze di imprese e professionisti lombardi: accesso al credito, liquidità e rafforzamento patrimoniale; innovazione e internazionalizzazione; sostegno ai settori maggiormente colpiti dalle restrizioni e nuovi investimenti; avvio di impresa e attrattività».

«La sfida ora, forti di indici positivi e in aumento, è quella di consolidare il processo di ripresa, garantendo crescita e continuità occupazionale e produttiva, e rinnovando l’intesa tra pubblico e privato e il confronto con il territorio. Da un lato, si lavorerà per semplificare e rendere strutturali le misure sopra richiamate, affinché le imprese possano pianificare adeguatamente i loro investimenti, dall’altro saranno avviati interventi di respiro più ampio e strategico».

«Tra questi, in coerenza con i documenti di programmazione regionali e sovraregionali in definizione, e raccordando i relativi strumenti attuativi, la messa in rete, l’innovazione e il rafforzamento delle filiere di eccellenza e dei settori produttivi, connettendone i know how e favorendone una riconfigurazione per supportarne la transizione green e digital e l’internazionalizzazione; il sostegno della domanda di competenze delle aziende, con lo sviluppo di percorsi formativi tecnici di qualità per i giovani; la sperimentazione di modelli innovativi di finanziamento; il potenziamento della capacità attrattiva del territorio, anche per favorire il reshoring».

«Accanto al Rilancio del sistema economico e produttivo come sopra declinato, Regione Lombardia nell’ambito del Documento di Economica e Finanza Regionale, ha individuato altri quattro temi chiave per la garantire ripresa e sviluppo: “Bellezza, natura e cultura lombarde” per supportare la ripresa del turismo e reinventare la fruibilità dei luoghi della cultura; “La forza dell’istruzione, della formazione, della ricerca e del lavoro” per investire sul capitale umano e recuperare competitività e produttività; “La persona, prima di tutto” per contrastare povertà, fragilità e disabilità; “Un territorio connesso, uno sviluppo sostenibile” per definire strategie integrate multisettoriali e creare un territorio connesso e resiliente (rif. DGR XI/4934/2021)».

Durante il periodo della pandemia si è manifestata in modo sempre più evidente anche l’urgenza di ripensare l’impatto dell’uomo sul pianeta. Sarà quindi necessario inserire in maniera trasversale in tutte le iniziative la questione “sostenibilità”. Quale peso darà la Regione Lombardia a questo fattore? Sceglierete un approccio più “radicale” o più “graduale”? 

«La Giunta regionale ha approvato nello scorso mese di giugno la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile (rif. DGR XI/4967/2021) che traduce gli obiettivi di Agenda 2030 e della Strategia Nazionale secondo le caratteristiche, le esigenze e le opportunità del territorio lombardo individuando gli obiettivi strategici che la Lombardia si impegna a perseguire in applicazione del principio di sviluppo sostenibile».

«La Strategia lombarda è parte integrante della programmazione regionale pervadendone quindi tutti gli ambiti di intervento e, nello spirito di Agenda 2030, non si rivolge solamente all’istituzione di governo, ma a tutti i soggetti pubblici e privati, fino ai singoli cittadini, indicando la strada per un’azione ampia e partecipata, di efficacia capillare sul territorio e diversificata nei settori della società e del sistema economico-produttivo. Non si tratta di un documento limitato alla protezione dell’ambiente, ma di respiro sistemico, imperniato sulle tre dimensioni fondamentali della sostenibilità: economica, sociale e ambientale».

«Per quanto di stretta competenza sono già stati avviati interventi volti a consentire alle imprese lombarde di innovarsi e di sviluppare nuove tecnologie, potenziando la circolarità, e altri certamente ne seguiranno nei prossimi mesi e anni. Ma, a parer mio, nella convinzione dell’opportunità di accompagnare la transizione e graduare i traguardi, coniugando le tre dimensioni sopra richiamate per evitare che la sostenibilità vada a detrimento delle imprese, in questa fase già delicata di ripresa, e porti al collasso interi settori, con le conseguenze che questo comporta».

Tra i timori che più si legano all’arrivo di questi fondi ci sono gli sprechi e le possibili infiltrazioni criminali. Insomma, la paura è che non tutti i soldi messi a disposizione vengano utilizzati al meglio. Da parte della sua amministrazione quali strumenti verranno messi in campo per contrastare queste eventualità?

Per quanto riguarda lo Sviluppo Economico non risulta al momento un coinvolgimento di Regione Lombardia nell’utilizzo delle risorse e nella gestione del PNRR.

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