“Cdp non è, non deve e non può essere una sorta di coltellino svizzero del sistema economico e finanziario italiano”. Lo afferma l’ad di Cassa, Dario Scannapieco, alla tavola rotonda al Forex secondo cui “dobbiamo intervenire in maniera mirata dove c’è bisogno di noi, fornire quella finanza che permette di fare la differenza con uno sforzo collettivo ma da ecosistema non prendendo le cose singolarmente”.
Serve visione politica
“Non c’è nulla da chiedere a Draghi perché è una persona che ha dimostrato visione e coraggio nella sua storia, quello che serve e’ rivolgersi ai policy maker e chiedere due cose: avere lo sguardo lungo, non essere influenzati dalla prossima elezione, guardare nel lungo termine e fare le cose che servono al Paese. In questo momento c’è bisogno di discontinuità, non possiamo pensare di tornare a quel tasso di crescita dello 0,4% degli ultimi 20 anni, quindi riforme profonde per semplificare e velocizzare la messa a terra delle risorse”.
Superare blocco
A otto mesi dall’implementazione del Pnrr “faremmo un errore a considerarlo solo un’iniziativa finanziaria” aggiunge Scannapieco “il Pnrr ci deve dare l’opportunità per creare una discontinuità con i processi di spesa del passato, con una burocrazia che non permette all’Italia di conseguire il suo potenziale di crescita”. Il top manager della spa controllata dal Tesoro ricorda come negli ultimi 30 anni la crescita del Pil italiano non abbia mai superato il 2% e che negli ultimi 20 anni la crescita italiana sia stata solo del 7,9% contro una crescita a doppia cifra dei grandi partner europei. L’Italia, inoltre, nel 2020 era in fondo alla classifica europea per l’assorbimento delle risorse strutturali provenienti da Bruxelles. “C’è qualcosa che produce un blocco quando le risorse finanziarie arrivano in Italia – sottolinea Scannapieco che per molti anni è stato Vice presidente della Bei – e noi dobbiamo trasformarli in progetti concreti che aiutino l’economia”.
Pnrr corsa contro il tempo
Si tratta di “una corsa contro il tempo” nella quale la Cdp “è impegnata” su più fronti.
Per la riuscita del Pnrr “serve grande coordinamento per mettere a terra le risorse e semplificare i processi”. Per il Pnrr, ha sottolineato, “gli ostacoli principali sono legati all’attuazione, alla traduzione dei progetti in azioni concrete: serve un forte coordinamento, una linearità nell’esecuzione e non abbiamo il lusso di andare a creare molte cose nuove perché sei anni sono un tempo molto ristretto, quindi è importante andare a vedere quello che era già cantierabile. In un quadro complicato in aggiunta, perché se guardiamo alle infrastrutture ci sono problemi di approvvigionamento delle materie prime, di costi che complicano la messa a terra delle risorse”.
Cdp facilitatore
Cassa Depositi e Prestiti sta rispettando i tempi nel mettere a terra i 4,3 miliardi del Recovery plan assegnati alla società di via Goito. Scannapieco ricorda che Cdp gestisce fondi, nell’ambito del Recovery Plan, per sostenere l’innovazione e la digitalizzazione attraverso il venture capital e attraverso la Simest e ricorda anche i fondi per la transizione ecologica, il turismo e la cultura”.
“Uno dei pilastri del piano industriale di Cassa è il suo ruolo di attrazione di altri investitori, il porsi come facilitatore di un corretto funzionamento del mercato facendo in modo che le risorse del risparmio privato affluiscano in modo ordinato al sistema produttivo”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti Dario Scannapieco intervenendo alla tavola rotonda di Radiocor all’Assiom Forex.
“Il fatto che Cassa attraverso il Fondo italiano entri come corner investor in alcuni fondi dà una certificazione di qualità e permette di attrarre altre risorse del risparmio privato (fondi pensione, casse di previdenza, società di assicurazioni) – ha aggiunto – Ma questo avviene anche nel settore bancario quando finanziamo delle buone infrastrutture: una volta che c’è una analisi tecnica e qualitativa di un progetto da parte di Cassa molto spesso c’e’ un effetto catalitico verso altri soggetti che vivono della certificazione di qualità da parte di Cassa e possono finanziare lo stesso progetto con un buon grado di affidabilità”.








