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Cristina Scocchia, AD illycaffè: “No al caffè sintetico, bisogna puntare sull’agricoltura circolare e rigenerativa”

“L’idea del caffè sintetico al momento la prendo più come una provocazione. Si sente parlare molto di carne sintetica e quindi perché no anche di caffè sintetico. Forse sarà il prodotto del futuro però credo che sarà, se mai lo sarà, un prodotto destinato comunque a un livello qualitativo medio-basso. Poi per carità il progresso ci stupisce sempre in tutti gli ambiti quindi bisogna rimanere aperti ma non mi immagino il caffè sintetico come un caffè di qualità alta. Mi immagino il caffè sintetico come tutto ciò che è sintetico nell’agroalimentare, come un prodotto che va a occupare le fasce medio-basse e basse del mercato.

Noi invece non solo compriamo solo arabica, che è la miscela più prestigiosa, ma scegliamo l’1% migliore di chicchi di arabica, quelli prodotti solo in maniera sostenibile quindi per noi la qualità, la sostenibilità e quindi la naturalezza del prodotto sono fondamentali. Prendiamo il migliore 1% di chicchi di caffè che la natura produce, la natura, non il laboratorio. Quindi per chi come noi fa della qualità un mantra, il caffè sintetico è una provocazione e nulla di più”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Cristina Scocchia, ad di illycaffè, su alcune previsioni che danno per il futuro sempre più probabile la diffusione del caffè sintetico, a causa di una sempre maggiore scarsità della materia prima naturale per gli effetti del cambiamento climatico.

E Scocchia spiega come sta operando illycaffè per contrastare questi effetti. “Se nel futuro il caffè sintetico -spiega- diventerà un prodotto per altri marchi con posizionamenti diversi questo lo vedremo. Noi continuiamo invece a lavorare con serietà, con impegno e con investimenti a quella che è l’agricoltura circolare e rigenerativa. Lavoriamo quotidianamente con i nostri produttori di caffè, abbiamo i nostri agronomi che sono nelle piantagioni tutti i giorni per insegnare ai produttori come aumentare il rispetto dell’ambiente tramite le tecniche di agricoltura circolare e rigenerativa in modo tale da tutelare l’ambiente e continuare a produrre qualità superiore e sostenibile”, conclude.

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