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[Il retroscena] Così Mattarella ha salvato la produzione di gas naturale italiano 

Il gasdotto Tap si farà. Era il 2018 e Sergio Mattarella lo assicurò al presidente azero, Ilhan Aliyev, durante una visita di Stato a Baku. Il Presidente della Repubblica non ha mai avuto dubbi sulla realizzazione della pipeline che porta gas dal Mar Caspio all’Italia e all’Europa, nemmeno a fronte delle critiche di politici e comitati civici.

Tanto che durante una visita in Azerbaijan nel luglio 2018, spese la sua parola per assicurare che la Trans Adriatic pipeline sarebbe stata realizzata: “Confermiamo il comune interesse e impegno a portare a compimento il corridoio meridionale del gas”. Un mese prima, appena insediato il governo giallo-verde, il neo ministro dell’Ambiente Sergio Costa, tecnico indicato dal M5s, in un’intervista a aveva frenato sulla volontà del governo di proseguire nel progetto: “Il fascicolo Tap è sul tavolo e lo stiamo già affrontando, con priorità. Il presupposto è che vista la strategia energetica, visti i consumi di gas in calo, quell’opera oggi appare inutile”.

Una linea non condivisa da molti partiti, a cominciare dall’alleato di governo leghista, da Pd e Fi ma che vedeva il sostegno di alcuni comitati locali No-Tap. Nella sua visita in Georgia e Azerbaijan per riaprire il canale economico-diplomatico con l’area caucasica, il Presidente della Repubblica spazzò via ogni tentennamento: dobbiamo “utilizzare appieno il potenziale economico che si sviluppa lungo la direttrice Caspio-Mar Nero-Mediterraneo. Una rotta strategica per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici diretti in Europa e per lo sviluppo di nuove vie commerciali intercontinentali, che possano fungere da volano per una crescita condivisa e di lungo periodo”.

A ottobre 2018 i lavori per l’approdo della pipeline in Puglia ricominciarono. Più recentemente, ricevendo il presidente azero al Quirinale a febbraio 2020, il Capo dello Stato ha potuto sottolineare che “il gasdotto Tap rappresenta un contributo alla stabilità e allo sviluppo delle relazioni tra l’area del Caspio e l’area del Mediterraneo”. Di lì a poco, nell’ottobre 2020, dopo circa 15 anni di studi, trattative e lavori, la pipeline è diventata operativa cominciando a erogare gas naturale.

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