Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

L’illusione delle misure spot | L’analisi di Paolo Mazzanti

“Sbandierare ai quattro venti il taglio del cuneo fiscale potrebbe non giovare ai ministri e ai politici: c’è il rischio che i cittadini pensino che si tratti di un nuovo taglio ai contributi e si illudano che i salari aumentino un po’ di più da gennaio, mentre resteranno uguali visto che non si tratta di un nuovo taglio, ma della proroga del vecchio, avviato da Draghi. E molti resteranno delusi”.

Lo sostiene Paolo Mazzanti direttore Askanews.

“È la trappola, come hanno già scritto su InPiù Giampaolo Galli e Sergio De Nardis, dei provvedimenti congiunturali che valgono solo per un anno e debbono essere prorogati, con nuove risorse (le famose “coperture”) da reperire nel bilancio dello Stato dei prossimi anni. Così a fine 2024 il governo dovrà trovare altri 10 miliardi per prorogare nel 2025 il cuneo e in aggiunta altri 5 per prorogare l’accorpamento delle due prime aliquote Irpef, anch’esso valido solo per il 2024” sottolinea Mazzanti.

“Queste misure sono congiunturali e non strutturali perché sono finanziate con l’aumento del deficit e non con un equivalente taglio strutturale di spese o aumento strutturale di entrate. Ma così facendo il governo si lega le mani da solo: fra un anno, nella legge di bilancio di fine 2024 per il 2025 dovrà trovare 15 miliardi solo per prorogare queste misure e avrà sempre meno risorse per le altre promesse elettorali.

E andrà avanti così, finché il governo non si deciderà a ridurre davvero le spese, ben oltre i 5 miliardi previsti dalla manovra (su 1140 miliardi di spesa pubblica non dovrebbe essere impossibile sforbiciare 40 o 50 miliardi) o ad aumentare le entrate, magari aumentando dal 15 al 20% la flat tax per le partite Iva, che è opzionale, non obbligatoria. Gli esponenti di maggioranza continuano a ripetere che per attuare le promesse elettorali hanno a disposizione 5 anni. Uno e mezzo è già passato e, se non cambiano rapidamente strada, anche gli altri 3 e mezzo trascorreranno invano” conclude il direttore di Askanews.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.