La desertificazione commerciale delle città italiane diventa un tema sempre più centrale nel dibattito economico e urbano. Secondo i dati segnalati da Confcommercio, tra il 2012 e il 2025 sono scomparsi oltre 150.000 negozi. Un fenomeno che, secondo Confedilizia, richiede un intervento coordinato tra istituzioni e rappresentanze del settore.
A sottolinearlo è il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che in una nota invita a costruire una risposta condivisa per contrastare la progressiva perdita di attività commerciali nelle città italiane.
Spaziani Testa: fenomeno legato anche all’andamento demografico
Secondo il presidente di Confedilizia il fenomeno ha diverse cause strutturali. Tra queste rientrano i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, la crescita del commercio elettronico e l’evoluzione demografica del Paese.
«La Confcommercio segnala la scomparsa di oltre 150.000 negozi tra il 2012 e il 2025. In parte il fenomeno è ineluttabile, per ragioni note, legate ai cambiamenti di abitudini delle persone, all’espandersi del commercio elettronico, all’andamento demografico», afferma Giorgio Spaziani Testa.
Secondo Confedilizia, tuttavia, esistono strumenti che potrebbero attenuare il fenomeno, soprattutto se inseriti in una strategia più ampia di rigenerazione urbana.
Le proposte per sostenere negozi ed economie di prossimità
Nel suo intervento Spaziani Testa richiama il progetto Cities, ideato da Confcommercio con l’obiettivo di sostenere la rigenerazione urbana e valorizzare le economie di prossimità.
Il presidente di Confedilizia individua due possibili interventi che potrebbero favorire la riapertura o la permanenza delle attività commerciali nei centri urbani.
«La prima è il superamento dei vincoli che una legge di quasi mezzo secolo fa impone alle parti per la stipula dei contratti di locazione commerciale. La seconda è l’introduzione, prevista peraltro dalla legge delega per la riforma fiscale, della cedolare secca per questa tipologia di affitti», spiega.
Secondo Confedilizia queste misure potrebbero migliorare il funzionamento del mercato degli immobili commerciali.
«Entrambe avrebbero l’effetto di favorire l’incontro fra domanda e offerta di locali, favorendo l’apertura di nuove attività e il mantenimento di quelle in essere, anche attraverso un’attenuazione dei canoni», aggiunge Spaziani Testa.
Impatto economico e sociale della desertificazione commerciale
Il fenomeno della chiusura dei negozi non riguarda soltanto l’economia locale. Secondo Confedilizia ha effetti più ampi sulla vita delle città.
«La desertificazione commerciale è un problema per tutti, incide sulla vitalità economica delle nostre città ma anche sul loro decoro e sulla sicurezza dei cittadini», sottolinea il presidente dell’associazione.
Per questo motivo Confedilizia invita le principali istituzioni e organizzazioni coinvolte nel tema a confrontarsi sulle possibili soluzioni.
«Invitiamo la Confcommercio, l’Anci e lo stesso Governo a ragionare insieme sulle proposte della Confedilizia», conclude Giorgio Spaziani Testa.








