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Marilina Cortazzi, segretaria generale Cisl Salerno: «Le aree interne possono tornare a essere luoghi di opportunità, innovazione e occupazione stabile»

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Le aree interne del Salernitano sono state al centro del confronto promosso dalla Cisl Salerno il 30 giugno nella Certosa di San Lorenzo di Padula, dove istituzioni, parti sociali e rappresentanti del mondo produttivo hanno discusso delle strategie necessarie per contrastare spopolamento, calo demografico e carenza di opportunità nei territori dell’entroterra.

Nel corso dell’iniziativa, il sindacato ha illustrato due proposte considerate centrali per il rilancio del territorio: un Patto territoriale per coordinare gli investimenti destinati alle aree interne e la sottoscrizione di Patti di Comunità per garantire personale sanitario e servizi nelle future Case della Comunità.

Un Patto territoriale per coordinare gli investimenti

La Cisl Salerno ha proposto la realizzazione di un Patto territoriale capace di coordinare gli investimenti destinati alle aree interne del Salernitano, con l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi.

La proposta punta a orientare le risorse europee, nazionali e regionali verso infrastrutture, mobilità, filiere agroindustriali, valorizzazione del patrimonio forestale e politiche per l’occupazione.

Tra le richieste avanzate figura anche l’istituzione di una cabina di regia permanente tra Regione, Provincia, enti locali e parti sociali, con il compito di programmare e monitorare gli interventi.

Le aree interne come priorità strategica

Nel corso dei lavori, la segretaria generale della Cisl Salerno, Marilina Cortazzi, ha ribadito la necessità di considerare le aree interne una priorità delle politiche di sviluppo.

«Le aree interne possono tornare a essere luoghi di opportunità, innovazione e occupazione stabile. Per farlo serve una scelta politica che le riconosca come una priorità strategica», ha affermato Cortazzi.

L’intervento ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze dello spopolamento e del calo demografico, fenomeni che continuano a interessare numerosi territori dell’entroterra.

I Patti di Comunità per rafforzare la sanità territoriale

Una parte del confronto è stata dedicata alla sanità territoriale e al welfare di prossimità, con particolare attenzione alle future Case della Comunità previste dal Pnrr.

La Cisl Salerno ha proposto la sottoscrizione di Patti di Comunità per favorire una presenza stabile di medici, infermieri e professionisti sanitari nelle aree più periferiche, attraverso una collaborazione tra istituzioni, aziende sanitarie e terzo settore.

Garantire personale e servizi oltre le strutture

Secondo il sindacato, la realizzazione delle nuove strutture sanitarie dovrà essere accompagnata dalla disponibilità di personale e servizi adeguati.

«La sfida non è soltanto realizzare nuove strutture, ma garantire servizi e personale. I cittadini delle aree interne hanno diritto alla stessa qualità dell’assistenza assicurata nei centri urbani», ha concluso Marilina Cortazzi.

L’incontro di Padula ha così rilanciato il tema dello sviluppo delle aree interne, indicando nel coordinamento degli investimenti, nel rafforzamento dei servizi e nella collaborazione tra istituzioni e parti sociali alcuni degli strumenti ritenuti necessari per affrontare le sfide poste dal calo demografico e dallo spopolamento.

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