Intesa Sanpaolo ha presentato al mercato il nuovo Piano industriale quadriennale al 2025 che “proietterà la banca nel futuro e, più precisamente, nei prossimi dieci anni”, per dirla con le parole dell’amministratore delegato Carlo MESSINA.
Uno dei tasselli chiave di questa road map è la digitalizzazione. La banca di Ca’ de Sass ha deciso di lanciare una nuova banca digitale (Isybank) con l’obiettivo di stabilizzare e rendere sicura la base di clientela nei confronti di minacce derivanti dal fintech. L’istituto digitale si rivolge ai clienti retail mass market ed è realizzato in partnership con Thought Machine.
Nel 2024 partirà l’estensione dell’infrastruttura tecnologica per servire altri segmenti di clienti persone fisiche di Intesa Sanpaolo oltre al retail mass market (come per esempio gli affluent); in Italia e nella rete internazionale, è prevista l’acquisizione di nuovi clienti e l’ampliamento dell’attività (per esempio nella mobilità elettrica) in partnership con Mooney e Enel. Oltre ad offrire un servizio più efficiente alla clientela la realtà contribuirà alla diminuzione dei costi (l’istituto ha annunciato la chiusura di 1.500 filiali in arco piano). Fin qui gli obiettivi e i vantaggi espliciti.
Al di là di queste ambizioni dichiarate c’è però un altro aspetto non trascurabile. Con la banca digitale il gruppo guidato da Carlo MESSINA può aspirare ad acquisire quote di mercato all’estero. Non subito, al momento la realtà deve consolidarsi sul mercato domestico, ma in una seconda fase il digitale potrebbe aprire anche questa opportunità. D’altronde la Compagnia di San Paolo, storico e importante azionista della banca, auspica che Intesa Sanpaolo, intraprenda nel nuovo Piano industriale un percorso di crescita anche al di fuori dei confini nazionali, valutando chance all’estero.
“Auspichiamo che la banca negli anni futuri prosegua questo percorso avviato nel corso degli ultimi mesi e anni di valutazione di opportunità rispetto a una maggiore internazionalizzazione”, ha dichiarato il presidente della Compagnia, Francesco Profumo. Il commento – giunto nel corso della conferenza stampa di presentazione della Giornata 2022 della fondazione torinese – ha toccato anche la tempistica: “ci auguriamo che questo processo inizi velocemente.
Intesa Sanpaolo è una delle migliori banche europee. Se vogliamo, uno dei limiti è quello di essere un po’ troppo legata al Paese di provenienza”. Il presidente dell’ente auspica quindi che nel nuovo piano industriale venga individuato “un percorso per rendere la banca ancora più forte, più attraente e quindi più internazionale”. Il Piano del ceo Carlo MESSINA è su base stand alone, non prevede un M&A trasformativo, e il banchiere non vede ancora le condizioni ottimali per eventuali merger transfrontalieri (complicati da regole Ue che non sono omogenee Paese per Paese).
La prima carta che MESSINA intende giocare sui mercati esteri è quella del private banking, dove prevede piccole acquisizioni mirate di realtà, per esempio in Svizzera, o di team di banker. E un rafforzamento dell’attività in Cina. A ciò si aggiunge la banca digitale che può essere un ulteriore strumento nella cassetta degli attrezzi di Messina per approdare in maniera organica sui mercati esteri.
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