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[L’intervento] Carla Garlatti (Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza): «Le misure del PNRR rappresentano un’occasione importante per rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono le pari opportunità e attenuano le diseguaglianze»

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Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, è intervenuta al 66° Convegno di Studi Amministrativi, organizzato dalla Provincia di Lecco e dalla Corte dei conti, sotto l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica, dal titolo Transizione ecologica, innovazione digitale e inclusione sociale: la realizzazione del Next Generation EU.

Riportiamo di seguito una sintesi del suo intervento, rilasciato all’interno della sessione dal titolo L’inclusione sociale, presieduta dal Presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi. Il tema della relazione della dottoressa Garlatti è stato “Misure di inclusione e pari opportunità alla luce del principio di eguaglianza sostanziale“.

L’intervento della dr.ssa Garlatti muove dalla constatazione che la pandemia ha limitato e compromesso molteplici diritti, accentuando le disparità e la povertà di famiglie e bambini, allungando il percorso da compiere per il raggiungimento dell’eguaglianza sostanziale. In tale contesto si è messo in luce che, in coerenza con le previsioni dell’art. 3 della Costituzione e della Convenzione di New York, questo obiettivo va perseguito attraverso il superamento degli ostacoli di ordine economico e sociale con un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, guardando al futuro, ma in un’ottica sostenibile sul piano intergenerazionale.

La dr.ssa Garlatti si è poi soffermata sulle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) caratterizzate da una visione integrata, da una spinta all’innovazione e da uno sguardo al futuro evidenziando che queste rappresentano un’occasione importante per rimuovere gli ostacoli sul piano economico e sociale che impediscono le pari opportunità e attenuano le diseguaglianze. E si tratta di iniziative che trovano corrispondenza anche nel 5° Piano di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva.

L’intervento è proseguito evidenziando che in un paese nel quale cresce la povertà assoluta dei minorenni e sussistono differenze territoriali e sociali è indispensabile intervenire attraverso l’introduzione:

  • di livelli essenziali delle prestazioni per asili nido e mense
  • di misure contro la povertà assoluta ed educativa
  • di iniziative per colmare il divario digitale
  • di interventi a favore del gioco e dello sport

Però perché esse abbiano una reale rispondenza ai bisogni e siano condivise responsabilmente richiedono partecipazione dal basso dei destinatari, in primis degli stessi minorenni, che vanno ascoltati, e le cui esigenze vanno tenute in adeguata considerazione. Esistono gli strumenti giuridici perché ciò avvenga: dalla coprogettazione ai patti di comunità.

In tal senso la dr.ssa Garlatti ha posto in evidenza che, affinché le politiche volte alla concreta realizzazione dell’eguaglianza sostanziale siano efficaci e anche efficienti, è fondamentale introdurre sistemi di monitoraggio e valutazione. Metodologie che – per quanto riguarda infanzia e adolescenza – dovrebbero far ricorso al concetto di Child rights impact assessment (Cria), ossia la valutazione dell’impatto sui diritti dei minorenni svolta prima dell’adozione di una decisione o misura e a quello di Crie, Child rights impact evaluation (Crie), ossia valutazione ex post e quindi di analisi delle ricadute che derivano dall’attuazione della misura o della disposizione. Entrambe riconosciute dal Comitato Onu sui diritti dell’infanzia come misure generali di attuazione della Convenzione di New York, esse dovrebbero affiancare quelle già introdotte nel nostro ordinamento, per valutare l’impatto delle iniziative sull’infanzia.

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