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Banche: le italiane costano troppo. Ecco chi può correre ancora in borsa | Lo scenario

Care, anzi carissime, ma con performance in borsa di tutto rispetto.

Le banche italiane hanno trainato Piazza Affari verso nuove vette, spinte da utili record, da uno spread in stato di grazia e dall’effetto risiko, qui effervescente più che nel resto d’Europa.

Ecco: è dal confronto con le grandi rivali straniere che compare il tema prezzo.

Ben più alto quello degli istituti nazionali, soprattutto rispetto al patrimonio (si veda articolo nella pagina accanto), mentre in rapporto agli utili i valori sono meno tirati, con solo le francesi meno care delle italiane.

Il problema, scrive MF-Milano Finanza, è che il total return dell’ultimo anno non è all’altezza di quello dei grandi competitor europei.

Spagnole, tedesche, olandesi e persino una francese viaggiano con performance a tre cifre.

Dal 147,3% di Société Générale si passa al 126% di Santander e dal 109,5% di Abn Amro si arriva al 102% di Commerzbank.

Per le italiane, invece, al TOP c’è solo Bper con il 98%, mentre le altre sono più distanti con Unicredit ferma al 77,6% e Intesa Sanpaolo al 52,6%.

Un faro nella tempesta.

È il caso di chiedersi, allora, se non sia arrivato il momento di dirottare altrove i propri investimenti.

Prima però deve essere chiaro che non è tutto oro quel che luccica; basti pensare all’ultimo scandalo di Deutsche Bank.

Ma soprattutto occorre avere ben in mente che non è il solo effetto risiko a rendere gli istituti italiani così cari: sono gli indici di redditività più alti che altrove, sinonimo di protezione nel mare agitato dei mercati, alle prese con tensioni geopolitiche e oscillazioni marcate dei titoli tech.

“L’attuale fase ha visto e continua a vedere le banche italiane protagoniste di una vera riconsiderazione strategica, con valutazioni espresse in termini di rapporto tra prezzo, utili e patrimonio che superano ormai i livelli dei concorrenti europei” – osserva Fabrizio Bernardi, analista del settore bancario di Intermonte.

“Tale premio riflette un cambiamento strutturale della redditività: il settore è diventato un solido income asset con un rote stabilmente sopra il costo del capitale.

Il successo poggia sulla capacità di diversificare i ricavi verso commissioni ricorrenti da wealth management e bancassicurazione.

E anche la qualità degli attivi è diventata un punto di forza.”

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