Vi spiego perché la Toscana è stata la prima Regione ad aver vaccinato gli over 80. C’è una scelta vincente dietro questo risultato

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La Regione Toscana, che possiede un servizio sanitario di eccellenza, è venuta di recente agli onori della cronaca per ben due volte. La prima, per aver vaccinato gli avvocati iscritti all’albo insieme al personale sanitario, una strampalata decisone, la seconda per aver assegnato ai medici generali il compito di vaccinare ciascuno i propri pazienti ultraottantenni.

Anche questa scelta ha trovato voci critiche ma, in questo caso, i fatti hanno dato ragione sia alla Regione che ai medici generali, che hanno proposto e insistito per questa soluzione, cioè per responsabilizzarsi di alcune vaccinazioni.

Ad oggi, 25 aprile, i MG hanno concluso di vaccinare con la prima dose gli oltre 300.000 ultraottantenni toscani e calcolano di completare la seconda dose entro il 15 di maggio. L’inizio è stato reso difficile dalle consuete complicazioni burocratiche e dalla carenza di dosi disponibili (siamo partiti con 6 dosi alla settimana per ogni medico per giungere alle 80.000 vaccinazioni nell’ultima settimana). Insomma, la Toscana, all’ultimo posto per la vaccinazione degli over 80 a metà marzo, ha concluso per prima la copertura di tutti gli anziani, compresi i ricoverati in RSA, vaccinati al 100%.

Questo fatto ci induce a alcune considerazioni. La prima è la soddisfazione dei cittadini che si sono recati senza fatica dal proprio abituale medico di fiducia, al quale sono abituati a porre domande sui loro problemi di salute, in un ambiente familiare che, inoltre, ha consentito di avvicinare realmente la gente alla sanità portando la vaccinazione anche nei più remoti angoli della Regione.

Inoltre, disporre di 2700 vaccinatori capillarmente distribuiti, ha sicuramente aumentato il tasso di partecipazione che si avvicina al 100%. Anche le vaccinazioni a domicilio sono state facilitate. Tutto ciò è stato possibile in Toscana perché i MG operano quasi tutti in gruppi associati chiamati AFT (Associazioni Funzionali Territoriali) che comprendono ciascuna circa 30 medici in una determinata area territoriale. Tutti i partecipanti hanno riconosciuto che solo questa organizzazione ha consentito il conseguimento dello scopo prefisso.

Infine, e non ultimo risultato positivo, un’intera categoria di medici, fondamentali per la sopravvivenza del servizio sanitario, si è impegnata con grande dedizione e disponibilità, mostrando affezione alla sanità pubblica e alla professione. A conferma di questo, i medici generali toscani hanno deciso di chiedere alla Regione di proseguire nell’impegno vaccinale anche nei loro pazienti infra 80.

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