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Antonio Castellucci, Segretario generale CISL Puglia: “Calo demografico drammatico, serve un patto generazionale”

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La Puglia perde residenti e registra un calo demografico persistente

I dati del Bilancio demografico 2025 pubblicato dall’Istat confermano una tendenza ormai consolidata per la Puglia, caratterizzata da una riduzione progressiva della popolazione e da un indebolimento della base demografica. La regione continua a perdere residenti a causa dell’aumento dei trasferimenti verso altre regioni o verso l’estero, mentre allo stesso tempo diminuisce il numero delle nascite.

Secondo il segretario generale della CISL Puglia, Antonio Castellucci, la situazione attuale richiede un intervento strutturale e coordinato tra istituzioni e parti sociali.

«I dati del Bilancio demografico 2025 pubblicato dall’Istat confermano che la Puglia è esposta a un calo demografico drammatico e persistente. La regione continua a perdere residenti per l’aumento dei trasferimenti verso altre regioni o all’estero e la significativa diminuzione delle nascite. Uno scenario che richiama, ancora una volta, la necessità di un patto generazionale capace di affrontare dinamiche che stanno trasformando profondamente la struttura sociale ed economica delle comunità pugliesi», afferma Castellucci.

Oltre 168mila residenti in meno in ventisei anni

L’analisi dei dati evidenzia un progressivo ridimensionamento della popolazione regionale. Al 1° gennaio 2026 la popolazione pugliese conta 3.865.277 residenti, in calo rispetto ai 3.877.395 del 2025. La diminuzione interessa quasi tutti i principali centri urbani, con le sole eccezioni di Bari e Lecce, che registrano un lieve incremento demografico.

Nel dettaglio, Bari conta 316.248 residenti, mentre Lecce raggiunge 94.387 abitanti. Al contrario, altri capoluoghi mostrano una riduzione della popolazione. Taranto registra 185.112 residenti, Foggia 145.078, Andria 96.520, Barletta 92.067, Brindisi 81.181 e Trani 54.731.

Il confronto storico consente di comprendere la portata del fenomeno. Nel 2000 la popolazione regionale era pari a 4.034.132 abitanti. In ventisei anni si registra quindi una perdita complessiva di oltre 168mila residenti, un dato che conferma la profondità del calo demografico e le sue implicazioni sul tessuto sociale ed economico del territorio.

Crescono gli stranieri e aumenta la mobilità dei laureati

Parallelamente alla riduzione della popolazione residente, aumenta il numero degli stranieri presenti sul territorio. Al 1° gennaio 2026 la popolazione straniera residente in Puglia raggiunge le 165.797 unità, in crescita rispetto alle 155.066 del 2025.

Tuttavia, la crescita della popolazione straniera non compensa la perdita di capitale umano legata alla mobilità dei giovani e dei lavoratori qualificati. In particolare, il fenomeno riguarda anche i laureati pugliesi che scelgono di trasferirsi all’estero. Nel 2024, ultimo dato disponibile, i trasferimenti all’estero coinvolgono 178 persone nella fascia 0-24 anni, 1.355 tra 25 e 34 anni, 2.118 tra 35 e 64 anni e 33 tra gli over 65.

Secondo Castellucci, questo processo produce effetti diretti sulla competitività economica e sulla capacità di sviluppo del territorio.

«I più giovani e i più istruiti sono attratti dalle maggiori opportunità offerte da altre regioni e Paesi. Un fenomeno che impoverisce il capitale umano e il mercato del lavoro, compromettendo il futuro del sistema produttivo, la sostenibilità del welfare e l’equilibrio sociale», sottolinea.

Natalità in calo e aumento dell’età media delle madri

Il quadro demografico regionale evidenzia anche un ulteriore indebolimento della natalità. Nel 2025 il tasso di fecondità in Puglia scende a 1,11 figli per donna, in diminuzione rispetto al valore di 1,16 registrato nel 2024. Il dato risulta inoltre inferiore alla media nazionale, pari a 1,14 figli per donna.

Contestualmente, cresce l’età media delle madri al momento del parto. Nel 2025 l’età media raggiunge i 32,59 anni, in lieve aumento rispetto ai 32,53 anni del 2024, un valore sostanzialmente in linea con la media nazionale di 32,7 anni.

Alla luce di questi indicatori, il segretario generale della CISL Puglia richiama la necessità di rafforzare le politiche pubbliche e gli strumenti di sostegno alle famiglie e al lavoro.

«È necessario intervenire attraverso politiche attive efficaci, capaci di garantire occupazione di qualità e di rafforzare gli investimenti in formazione, innovazione e sostegno alla natalità all’interno di un vero processo di sviluppo», conclude Castellucci.

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