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Annamaria Parente, Fondazione Magna Carta: “Dal report Istat sulla natalità emerge un quadro allarmante per welfare e ricambio generazionale”

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Un saldo naturale negativo che mette in difficoltà il sistema sociale

Il report Istat sugli indicatori demografici del 2025 disegna un quadro critico per la natalità in Italia. A evidenziarlo è Annamaria Parente, direttrice dell’Osservatorio sulla crisi demografica della Fondazione Magna Carta, che richiama l’attenzione sulle conseguenze economiche e sociali del calo delle nascite.

“Il report ISTAT sugli indicatori demografici del 2025 disegna un quadro allarmante sulla natalità”, dichiara Parente, sottolineando come i numeri mostrino un trend in peggioramento rispetto all’anno precedente. Nel 2025, infatti, il tasso di fecondità si attesta a 1,14 figli per donna, in calo rispetto al 1,18 registrato nel 2024.

Nello stesso periodo, i nati sono stati 355.000, mentre i decessi hanno raggiunto quota 652.000. Il risultato è un saldo naturale negativo di quasi 300.000 unità, un dato che evidenzia la difficoltà del Paese nel garantire il ricambio generazionale e la sostenibilità dei sistemi sociali.

Le conseguenze su pensioni, scuola e finanze pubbliche

Il calo demografico non rappresenta soltanto un problema statistico. Incide direttamente sulla tenuta del sistema economico e sul funzionamento dei servizi pubblici. Secondo la direttrice dell’Osservatorio sulla crisi demografica della Fondazione Magna Carta, la riduzione delle nascite e l’invecchiamento della popolazione rendono più complesso sostenere i principali pilastri del welfare.

“In questo scenario sarà sempre più difficile sostenere pensioni, welfare, scuola, università, il ricambio lavorativo e la tenuta delle finanze pubbliche”, spiega Parente, richiamando la necessità di affrontare la questione demografica come una priorità strategica. Allo stesso tempo, viene evidenziato un ulteriore rischio legato alla dimensione sociale e culturale della popolazione.

“Inoltre, la società rischia di perdere la ricchezza dei rapporti intergenerazionali”, aggiunge, sottolineando come il progressivo invecchiamento della popolazione possa ridurre le occasioni di scambio tra generazioni e indebolire il tessuto sociale.

La richiesta di una consapevolezza politica condivisa

Di fronte a questi dati, la Fondazione Magna Carta richiama la politica a una maggiore responsabilità istituzionale. La questione demografica viene indicata come un tema trasversale, che richiede una visione di lungo periodo e un impegno condiviso tra le diverse forze politiche.

“Occorre una consapevolezza profonda da parte della politica, al di là delle appartenenze di partito”, prosegue Parente, evidenziando come il calo delle nascite rappresenti una sfida nazionale che non può essere affrontata con interventi isolati o temporanei.

In questa prospettiva, il ruolo delle istituzioni diventa centrale per definire strategie capaci di sostenere le famiglie e favorire la crescita demografica. L’obiettivo indicato dall’Osservatorio sulla crisi demografica è quello di costruire politiche integrate, in grado di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita familiare.

Le proposte per sostenere natalità e famiglie

La direttrice dell’Osservatorio sulla crisi demografica della Fondazione Magna Carta indica la necessità di sviluppare politiche di sistema che coinvolgano sia il settore pubblico sia l’iniziativa privata. In particolare, l’attenzione si concentra sul ruolo del mondo imprenditoriale e sulla possibilità di rafforzare gli strumenti di sostegno alle famiglie.

“Servono politiche di sistema che integrino interventi pubblici e iniziativa privata, a partire dal mondo imprenditoriale”, afferma Parente, richiamando l’importanza di un approccio coordinato e strutturato.

Secondo la Fondazione Magna Carta, le misure devono essere calibrate sulle diverse esigenze delle famiglie e dei figli, tenendo conto delle varie fasi della vita. In questo senso, le politiche per la natalità devono essere progettate come un percorso continuo e non come interventi episodici.

“In una politica di sistema, ogni misura deve essere calibrata – in un vero e proprio ‘viaggio nella natalità’ – in base alle diverse fasi di vita di genitori e figli”, conclude Parente, indicando la necessità di una strategia stabile e coerente per affrontare la crisi demografica.

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