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Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoop: “Il taglio del 30% della Naspi non aiuta i lavoratori e non favorisce il recupero delle imprese”

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La misura che prevede il taglio della Naspi del 30% “non ha una ratio”.

“Bloccare il 30% dell’anticipazione della Naspi in un momento in cui si promuove lo strumento del workers buyout (lavoratori che rilevano l’azienda in crisi), non si spiega e non aiuta a promuovere quello che anche il governo vorrebbe promuovere, ovvero il recupero delle imprese mettendo al centro i lavoratori e la loro possibilità di investire su una nuova impresa mettendo a disposizione un qualcosa di molto prezioso per loro come la Naspi”.

Lo ha detto a Bari il presidente nazionale di Legacoop, Simone Gamberini, nel corso della conferenza “Mezzogiorno, il tempo delle scelte: industria, agricoltura, lavoro, legge di bilancio. Le priorità per lo sviluppo del sud”, svolta nella Fiera del Levante.

Per Gamberini, la misura è “irrilevante” per il bilancio dello Stato, ma è “determinante” per i lavoratori e per le cooperative “che potrebbero nascere”.

“Spero – ha aggiunto – che in questa legge di bilancio la si riesca a modificare riportando l’anticipazione della Naspi al 100%.

Ma noi abbiamo chiesto anche qualcosa di più, ovvero che per le imprese recuperate ci sia almeno la possibilità per 5 anni di garantire una decontribuzione.

Sarebbe un altro boost che sostiene lo sviluppo e la nascita e la crescita delle imprese recuperate”.

Quanto alle crisi produttive e sociali attraversate dal Sud e dalla Puglia, Gamberini ha notato come “le disuguaglianze economiche, territoriali e sociali, negli ultimi 20 anni nel nostro Paese sono aumentate”.

Per questo, “occorre intervenire cambiando i fondamentali del modello di sviluppo.

Le azioni che la cooperazione metterà in campo per ridurre le disuguaglianze saranno nel manifesto che metteremo in campo nella Biennale della cooperazione che si svolgerà a Milano il 9 e 10 ottobre prossimi.

Azioni sia per recuperare le imprese in crisi, sia per affrontare il tema dell’emergenza abitativa, del diritto alla salute e dello sviluppo delle aree interne”.

“Vogliamo offrire la nostra capacità di fare – ha concluso – attraverso un patto con le istituzioni sia a livello nazionale che regionale”.

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