“Quel 3,1% sul piano politico è uno smacco, se ne parla già in queste ore in Europa.
È un’asticella che ha messo il governo, non è che fosse una cosa così enorme.
L’economia però non va bene, per le imprese e per il potere d’acquisto delle famiglie.
Non capisco perché se la sono cercata.
Secondo me c’è anche stato un disguido nel calcolo dei conti al ministero dell’Economia, ma in generale bisogna sapere che sotto il 3% non c’è l’isola del tesoro come sopra non c’è un’onda di austerity”.
Così l’ex premier Paolo Gentiloni a “Otto e mezzo” su La7.
“Ci sarebbero dei margini di maggiore flessibilità, ma come li usiamo?
Il problema è tutto lì.
Siamo tutti contenti di non pagare il bollo auto, ma non è un’operazione molto progressiva.
Abbiamo speso 2 miliardi e mezzo per i ritocchi al prezzo del diesel.
Non pagheranno i nostri figli, lo stiamo già pagando noi.
È vero che il governo ha fatto scelte prudenti e che hanno ereditato qualche scasso precedente, come il superbonus, ma più si avvicinano le elezioni più vedo una politica fuori di senno”, ha aggiunto Gentiloni.
“In queste condizioni è impossibile fare quello che dice Salvini, lo scostamento massiccio, sono chiacchiere elettorali.
La voce principale della prossima finanziaria rischia di essere i 6 miliardi spesi tra diesel e bollo”, conclude Gentiloni.








