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Elias Khalil, presidente e general manager Italy Hub di Lilly: “L’Italia ha un ruolo centrale per Lilly e vogliamo continuare a investire nel Paese”

“L’Italia ha un ruolo centrale per Lilly.

Qui coordiniamo un hub che comprende 20 Paesi dell’Europa centro-orientale e l’Italia è un Paese in cui vogliamo continuare ad investire”.

Lo ha detto Elias Khalil, presidente e general manager Italy Hub di Lilly, dalla terrazza di Forte Belvedere di Firenze, dando il via ieri sera alle celebrazioni per i 150 anni della multinazionale farmaceutica.

Nel 2023 Lilly ha annunciato un investimento di 750 milioni di euro in Italia per la produzione di farmaci innovativi, portando a 1,4 mld di euro la cifra investita nel nostro Paese negli ultimi 20 anni.

Rispondendo ai giornalisti, il manager ha ricordato però come “la criticità principale rimane la velocità di accesso ai farmaci: per noi l’innovazione nascosta nei laboratori non ha valore”.

Nel mirino di Khalil i tempi di negoziazione dell’agenzia regolatoria italiana (Aifa) e il meccanismo del payback, “che pesa sul fatturato e sta rallentando la capacità di investire in ricerca e sviluppo.

Per questo rimane fondamentale il dialogo con le istituzioni”.

Al centro delle celebrazioni il sito di Sesto Fiorentino, che dà lavoro a 1.500 persone ed è passato negli anni dalla produzione di antibiotici alle biotecnologie e all’insulina da Dna ricombinante.

“A Sesto Fiorentino produciamo farmaci e soluzioni per oltre 60 Paesi nel mondo, esportando il 95% di ciò che produciamo”, ha ricordato il manager.

Non a caso la Toscana “ha visto crescere la quota di export farmaceutico a oltre 22 mld di euro di valore nel 2025, diventando uno dei primi poli in Italia”, ha rilevato il presidente Lilly.

Un assist per Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, che a LaPresse ha sottolineato come “le professionalità, la capacità di ricerca e l’eccellenza della formazione universitaria qui diventano un valore aggiunto per un settore come la farmaceutica e per una multinazionale, Lilly, che qui è di casa”.

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