Un nuovo Umanesimo che parta proprio dagli ospedali, il simbolo della sofferenza durante la pandemia. E’ l’idea di Renzo Piano che oggi viene intervistato dalla Stampa. Per l’architetto serve “un salto culturale. Gli ospedali sono ovviamente e soprattutto luoghi destinati all’eccellenza medica, ma anche luoghi in cui la passione umana è di casa più che altrove”. A suo avviso “gli ospedali sono luoghi di passione, intesa sia come sofferenza, sia come slancio. Fortunatamente l’architettura non è solo l’arte di rispondere ai bisogni, ma anche ai desideri, persino ai sogni”.
Piano non vuole “entrare nella diatriba tra pubblico e privato, ma non possiamo sfuggire a questo fatto: la salute deve essere pubblica”. Secondo lui un ospedale deve essere “bello. Gino Strada, di cui sono amico fraterno, mi disse che per Emergency in Uganda ne voleva uno scandalosamente bello”. “La pandemia ci insegna molte cose, ma che bellezza e scienza debbano viaggiare unite lo sappiamo da molto tempo. Umberto Veronesi lo teorizzava già 20 anni fa”, spiega. Piano racconta che sta progettando, tra l’altro, il più grande e moderno ospedale di Francia.
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