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Pd-M5S: partiti diversi tra sistema e antisistema, alleanza difficile ma necessaria | L’analisi di Piero Ignazi

Non dovrebbe stupire la difficoltà di trovare dei punti programmatici comuni, in positivo, tra Pd e M5s in vista delle elezioni.

Sono due partiti molto diversi per storia e cultura politica.

Del Pd è inutile dire perché ben noto nei suoi tratti fondamentali.

Uno di questi va comunque richiamato sopra ogni altro: il Pd è stato – ed è visto dalla classe dirigente italiana in senso lato – come il partito cardine del sistema politico.

Quello “responsabile” a cui far riferimento nei momenti di difficoltà.

Così fu nel 2011 con il governo Monti, così, in parte, nella grande coalizione del 2013 quando dovette ingoiare il ritorno di Berlusconi nel governo Letta, e così infine con il governo Draghi.

In più, possiamo ricordare la competenza, non solo e tanto dei suoi dirigenti, quanto del mondo afferente al partito.

I 5Stelle nascono in opposizione a quel mondo: all’establishment, alle competenze radicate, a chi aveva governato a lungo.

I 5Stelle esprimevano il ribollire della società insoddisfatta e persino rabbiosa nei confronti del sistema politico così come era andato configurandosi, e puntavano a qualcosa d’altro, di mai sperimentato e inevitabilmente di fantasioso e nebuloso.

La leadership di Conte, e la sua gestione della pandemia, ha fatto pulizia di tante insofferenze per i vincoli di sistema ed ha portato i suoi sostenitori su terreni più pragmatici.

Ma la pulsione ad un cambiamento radicale circola ancora nelle file pentastellate.

Per questo non hanno remore a chiedere di tutto e di più.

Per loro la politica è ancora il mondo del possibile, non del limite.

Conte, nella sua sfida per la leadership, utilizza queste tendenze di fondo per differenziarsi.

Oggi è la questione del riarmo e dell’Ucraina, ma domani potrebbero sorgerne altre.

Perché i due partiti sono diversi, e riuscire a creare un’alleanza solida è una sfida improba.

Ma necessaria se vogliono andare al governo.

Altrimenti se ne parlerà alle elezioni successive.

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