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Russia: allarmi europei sulla guerra ibrida e nuovi attacchi dal 2027, il nodo della preparazione italiana | L’analisi di Paolo Valentino

Sul Corriere della Sera, Paolo Valentino analizza gli allarmi lanciati da diversi Paesi europei sulla crescente minaccia russa, dopo che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha smentito le ipotesi di possibili attacchi russi contro Italia, Spagna e Francia.

L’autore ricorda gli avvertimenti dei servizi danesi sul rischio di attacchi limitati e senza bandiera, oltre all’intensificazione delle azioni ibride, tra sabotaggi e attacchi informatici.

Anche il premier polacco Donald Tusk e il presidente francese Emmanuel Macron hanno invitato a prepararsi a una minaccia più concreta.

Secondo Valentino, Mosca, fallito l’obiettivo di conquistare Kiev e il Donbass, starebbe intensificando da un lato la distruzione dell’Ucraina e, dall’altro, le operazioni di «guerra ibrida» per destabilizzare l’Europa e indebolirne il sostegno a Kiev.

Tra gli episodi citati figurano il ritrovamento di un drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia, campagne di disinformazione, attacchi hacker, incendi e attentati contro politici.

Azioni spesso affidate ad agenti esterni o «lupi solitari», che consentono al Cremlino di negare il proprio coinvolgimento.

L’autore sottolinea inoltre la diversa percezione della minaccia e il livello di preparazione dei Paesi europei.

L’Italia, pur avendo sostenuto lealmente l’Ucraina, non dovrebbe escludere di essere un possibile obiettivo.

Valentino richiama l’esplosione ancora misteriosa avvenuta in estate in una fabbrica di munizioni a Colleferro e le valutazioni di diverse intelligence europee, citate dal Financial Times, secondo cui Mosca potrebbe avviare una nuova fase di attacchi nel 2027, in coincidenza con le elezioni in Francia, Polonia e Italia.

La conclusione è un interrogativo sulla preparazione italiana di fronte a questa prospettiva.

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