Natali: dalle professioni del futuro un segnale per il Paese
Il futuro delle libere professioni passa dalla capacità di avvicinare nuovamente i giovani, rafforzare la formazione e costruire un rapporto sempre più stretto tra università e mondo professionale.
È il messaggio lanciato da Marco Natali, presidente di Confprofessioni, al termine dell’evento “Le professioni del futuro”, che si è svolto martedì 15 settembre 2026 a Roma, al Circolo Magistrati della Corte dei conti.
L’appuntamento ha messo a confronto istituzioni, università e professionisti sul cambiamento del lavoro e sulle prospettive che attendono le nuove generazioni.
Nel commentare l’iniziativa, Natali ha sottolineato innanzitutto il valore del confronto e la necessità di guardare alle trasformazioni in corso senza nascondere le criticità.
«Siamo riusciti veramente a dare un segnale, a dare una indicazione su quello che potrà essere lo sviluppo delle professioni del futuro», ha spiegato il presidente di Confprofessioni. Un quadro nel quale, secondo Natali, esistono «molte luci, anche qualche ombra, qualche difficoltà».
Giovani e libere professioni, la questione delle nuove vocazioni
Uno dei temi centrali dell’intervista riguarda proprio il rapporto tra giovani e professioni.
Natali ha evidenziato una difficoltà che il settore deve affrontare: la riduzione dell’interesse delle nuove generazioni verso le attività professionali.
Il presidente di Confprofessioni parla infatti di una vera e propria «crisi di vocazioni» e ricorda come, dopo il Covid, si sia verificata «una grande flessione delle adesioni dei professionisti, dei giovani alle attività professionali».
Da qui nasce anche una delle finalità dell’incontro romano: mostrare ai giovani le opportunità che continuano a esistere nel mondo professionale, pur in una fase caratterizzata da difficoltà e trasformazioni.
L’obiettivo indicato da Natali è duplice: da una parte sensibilizzare la politica; dall’altra permettere alle nuove generazioni di conoscere più da vicino le possibilità offerte dalle professioni.
Università e professionisti, una collaborazione da rafforzare
Un altro passaggio dell’intervista riguarda il rapporto tra università e libere professioni.
La presenza all’evento della rettrice della Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, assume in questa prospettiva un significato preciso. Per Natali, infatti, occorre costruire una collaborazione sempre più strutturata tra mondo accademico e professionisti, seguendo anche il percorso già avviato tra università e imprese.
«Ci vorrà tempo, ci vorrà passione e impegno da parte di tutti», osserva Natali. L’obiettivo, secondo il presidente di Confprofessioni, è tornare a fare del mondo delle libere professioni un «laboratorio di pensieri» nel quale università e professionisti possano contribuire insieme alla formazione dei professionisti di domani.
Al centro rimangono ancora una volta i giovani. Natali sottolinea infatti che «i nostri giovani hanno una marcia in più» e assegna a Confprofessioni un ruolo di primo piano nel percorso necessario per prepararli alle professioni del futuro.
Confprofessioni tra rappresentanza, welfare e formazione
L’intervista permette anche di mettere a fuoco il ruolo che Confprofessioni intende svolgere in questo processo.
Natali ricorda anzitutto la funzione di parte sociale e l’attività di rappresentanza legata anche alla firma del contratto collettivo nazionale. Accanto a questo ambito, tuttavia, indica altri due pilastri: welfare e formazione.
Confprofessioni dispone, secondo quanto spiegato dal presidente, di enti e strutture di welfare dedicate al mondo professionale. Possono accedervi anche professionisti senza dipendenti, mentre per i professionisti con dipendenti l’adesione è gratuita.
Particolare attenzione viene riservata alle nuove generazioni attraverso attività che interessano welfare, prevenzione e, soprattutto, formazione professionale.
La formazione continua come chiave delle professioni del futuro
Proprio la formazione rappresenta il punto conclusivo del ragionamento di Natali.
Confprofessioni può contare su un fondo interprofessionale dedicato a questo ambito. L’obiettivo è accompagnare l’evoluzione delle competenze in un mercato del lavoro e delle professioni che continua a cambiare.
Il principio indicato dal presidente è netto: «Siamo convinti che la formazione nel mondo dei professionisti non finisce mai».
Il tema delle professioni del futuro, quindi, non riguarda soltanto quali lavori nasceranno o come cambieranno quelli esistenti. Nell’analisi proposta da Natali riguarda soprattutto la capacità di creare un sistema nel quale università, professionisti, istituzioni e formazione riescano a dialogare.
È su questo terreno che si gioca anche la possibilità di riavvicinare i giovani alle libere professioni e trasformare le difficoltà attuali in nuove opportunità professionali.








