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Matteo Salvini (Leader Lega Nord): «Non lascio il governo, ma non votiamo a scatola chiusa»

«Non lascerò il governo, ma non votiamo provvedimenti a scatola chiusa». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini, intervistato sul Giornale da Stefano Zurlo all’indomani dello “strappo” con il premier sul coprifuoco alle 22.

Senatore, ci risiamo con la Lega di lotta e di governo? «No guardi, tutte le Regioni, anche quelle di sinistra, chiedevano di rivedere queste norme, per esempio spostando l’orario del coprifuoco e concedendo alcune aperture in più». Ma non è un azzardo con la pandemia che ancora morde il Paese? «Intanto, in cinque giorni più di 2.200 persone hanno lasciato gli ospedali e le terapie intensive. Poi parliamo di zone gialle, giusto?».

Ma le curve del contagio sono ancora ballerine. «Ma no, abbiamo suggerito cinque cose e ne abbiamo avute zero. Da lunedì si potrà andare in duecento al cinema». «Sono contento per i cinema e i teatri – prosegue – ma perché non posso andare a mangiare una pizza al chiuso con mia moglie?». «Hanno prevalso criteri ideologici, non scientifici» commenta Salvini, per il quale queste «sono disposizioni illogiche».

Secondo Draghi avete deciso insieme. «Lui ha mediato, ma questa volta ha prevalso la linea della sinistra, dei 5 Stelle, di Speranza». La linea della sicurezza? «Per niente. Zaia, che non è un folle, aveva proposto protocolli rigidissimi per i locali, sanificazioni e tutto il resto». «C’è una realtà politica che considera i ristoratori, i baristi e i commercianti evasori. Ci sono partiti che non hanno grande dimestichezza con il privato, che non hanno familiarità con le realtà produttive e le loro esigenze».

Senatore, non è che medita lo scherzetto e si appresta a lasciare il governo? «No, glielo garantisco. Però non votiamo i provvedimenti a scatola chiusa». Si può stare in un esecutivo a giorni alterni? «Fra quindici giorni, se ci saranno nuove aperture, voteremo un altro provvedimento favorevole a chi oggi è penalizzato».

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