Marcello Sorgi (La Stampa): «Governo Draghi, le emergenze da affrontare e la riforma della giustizia»

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«All’indomani della seconda larghissima fiducia alla Camera – commenta Marcello Sorgi su La Stampa – il governo Draghi è pronto ad affrontare a passo di carica le tre emergenze, sull’onda delle quali l’esecutivo è nato: il piano di vaccinazioni; i licenziamenti, annunciati per fine marzo; i piani per l’utilizzo del Recovery Fund».

«Ma accanto a queste urgenze, Draghi ha intenzione di realizzare in tempi brevissimi altre tre indispensabili riforme: il fisco, la burocrazia e la giustizia: ma non solo quella penale per cui ieri una parte della Camera ha applaudito il premier e che tuttavia rischia di provocare divisioni nella maggioranza. Piuttosto, quella civile, la cui lentezza inspiegabile è legata solo alle vecchie abitudini dei magistrati civili, che rappresentano la maggior parte dei giudici togati e magari si portano a casa le carte per lavorarci».

«Senza spiegare perché, se ci lavorano tanto, i procedimenti civili durano più di quelli penali, e un imprenditore straniero che abbia voglia di venire a lavorare in Italia trova in questa incognita un ostacolo che lo trattiene. Quanto alle novità di giornata che annunciano la metamorfosi, cominciata prima di qualsiasi previsione, dei partiti politici presenti in Parlamento, sono due».

«La prima è l’espulsione dal Movimento 5 Stelle dei 15 senatori che non hanno votato la fiducia (e forse degli 8 assenti, se non saranno in grado di giustificarsi), che apre ufficialmente la scissione. La seconda è quella della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Parlando ieri a Montecitorio, ha detto addio all’opposizione urlata che aveva condotto fin qui contro Conte e ha inaugurato, a partire da un chiaro “no” al governo, un difficile ma articolato confronto con Draghi. Il tono e la sostanza dell’unica leader rimasta avversaria del governo sono cambiati. La novità esiste. Anche in questo caso, vedremo con quali esiti».

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