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Luigi Sbarra (Segretario Generale Cisl): «Con la fine del blocco ai licenziamenti rischiamo uno tsunami occupazionale»

Soddisfatti per lo stop agli appalti al massimo ribasso, ma decisamente delusi sul tema licenziamenti. Anche per questo oggi Cgil, Cisl e Uil tornano in piazza a protestare. È quanto spiega il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, intervistato sulla Stampa da Paolo Baroni.

Pronti allo sciopero generale se non avrete le risposte che aspettate? «La mobilitazione continua ma non servono tensioni, bisogna eliminare contrapposizioni perché bisogna sostenere la ripartenza». Sull’incontro di ieri con Draghi a Palazzo Chigi, Sbarra afferma: «la riunione è andata bene e sul decreto semplificazioni siamo riusciti a non far passare le gare al massimo ribasso, una soluzione che rischiava di ledere i principi di sicurezza, di legalità, di tutela del lavoro».

«Noi dobbiamo tenere in parallelo la necessità di semplificare le procedure e rendere sempre più spediti gli investimenti, salvaguardando al tempo stesso qualità e stabilità del lavoro». «Le vittime sui luoghi di lavoro – prosegue – sono troppe: dobbiamo fermare questa strage silenziosa e per questo stiamo chiedendo controlli, verifiche, ispezioni ma soprattutto investimenti sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza».

Sul blocco dei licenziamenti, il segretario generale della Cisl invece dichiara: «il testo approvato nel Cdm è un pasticcio frutto della mancanza di dialogo e di concertazione. Ha bisogno di profondi cambiamenti e di miglioramenti. Secondo noi la misura è debole, largamente insufficiente e sicuramente non riesce ad arginare il rischio della perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro».

«Bankitalia parla di 577 mila posti a rischio e non a caso anche i partiti che sostengono il governo nei giorni scorsi in Parlamento hanno presentato emendamenti per chiedere una proroga. C’è la consapevolezza che la fine del blocco possa rappresentare uno tsunami occupazionale, una bomba sociale».

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