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[Lo scenario] Ursula von der Leyen (presidente Commissione europea): «Partiamo subito con il taglio dei consumi dell’energia nell’ora di punta»

Ridurre i consumi per mitigare la crisi energetica. «Bisogna ridurre la domanda di energia nelle ore di punta. Questo farà sì che le forniture durino più a lungo e limiterà il peso della crisi». Queste le parole della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nell’annuale discorso sullo stato dell’Unione ha delineato una serie di misure per affrontare la crisi energetica in atto e sostenere la transizione europea verso le rinnovabili, allontanandosi da fornitori inaffidabili come la Russia. «Proponiamo che gli Stati membri adottino misure per ridurre il consumo elettrico ed energetico generale. Bisognerà anche dare un sostegno mirato alle Pmi e ai genitori single che si trovano di fronte a bollette spaventose», ha detto von der Leyen, aggiungendo che la Commissione propone anche «un massimale sui redditi delle aziende che producono elettricità a basso costo».

«Queste società hanno redditi supplementari che non osavano neanche sognare. Un profitto va benissimo, ma in tempi come questi è sbagliato che si possono avere dei redditi straordinari e dei profitti eccessivi grazie a una guerra e sulle spalle dei consumatori. I profitti vanno ridistribuiti, condivisi e incanalati verso chi ne ha più bisogno. Ecco perché la nostra proposta include anche i produttori di energia con i combustibili fossili che devono dare un contributo. La nostra proposta consentirà di ottenere più di 140 miliardi di euro per gli Stati membri affinché possano assorbire questo colpo».

Von der Leyen ha anche sottolineato i progressi fatti finora dall’Ue per allontanarsi dai combustibili fossili russi, dicendo che gli stoccaggi congiunti di gas a livello europeo sono stati riempiti all’84%, superando l’obiettivo che l’Unione si era prefissata. «Dobbiamo diversificare guardando a fornitori affidabili come la Norvegia, l’Algeria e gli Stati Uniti. Lo scorso anno il gas russo era il 40% del gas importato dall’Ue, oggi siamo scesi al 9%», ha proseguito, accusando la Russia di manipolare il nostro mercato dell’energia. «Mosca preferisce bruciare il gas anziché inviarlo in Europa», ha detto.

La presidente ha anche annunciato la creazione di una task force con la Norvegia «in modo che le nostre squadre lavorino insieme per capire come abbassare in modo ragionevole i prezzi del gas», perché «da un lato il gas deve continuare a entrare nell’Ue, ma se è troppo costoso danneggia la nostra competitività globale. Ci allontaneremo da fornitori inaffidabili come la Russia per andare verso fornitori affidabili come la Norvegia». Inoltre, von der Leyen, evidenziando che «l’attuale mercato dell’energia non è più adatto allo scopo, né equo nei confronti dei consumatori che dovrebbero poter usufruire di benefici delle rinnovabili a basso costo», ha dichiarato che «è necessario disaccoppiare il gas dall’elettricità, poiché il gas per ora ha un impatto predominante» e che la Commissione lavorerà «su una riforma approfondita del mercato dell’energia».

«Abbiamo aumentato la fornitura di Gnl, ma il parametro Ttf non si è adattato e la Commissione lavorerà per avere un parametro più significativo, un benchmark per gli scambi di elettricità che rispecchi meglio la svolta che c’è stata nel mercato e lavorare con i regolatori per attenuare i problemi degli attuali indicatori di mercato, anche allentando le regole sui titoli collaterali, puntando a limitare la volatilità dei prezzi intraday. Creeremo un nuovo quadro per gli aiuti di Stato a ottobre estendendolo per garantire certi aiuti creando la possibilità di mantenere anche la parità tra i diversi mercati», ha aggiunto.

Infine, sempre sul fronte energetico, von der Leyen ha annunciato la creazione di una Banca europea per l’idrogeno «che aiuterà a garantire l’acquisto di idrogeno in particolare usando le risorse del Fondo per l’innovazione. Potrà investire 3 miliardi di euro per contribuire a costruire il mercato futuro dell’idrogeno. L’idrogeno può cambiare le carte in tavola per l’Europa. Dobbiamo passare da un mercato di nicchia a un mercato di massa per l’idrogeno. Con RePowerEu abbiamo raddoppiato l’obiettivo che ci eravamo prefissati: vogliamo avere 10 milioni di idrogeno rinnovabile entro il 2030. Per farlo dobbiamo colmare il deficit degli investimenti facendo sì che ci sia una correlazione tra offerta e domanda».

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