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[Lo scenario] Lotta all’inflazione, la sfida che la Meloni deve vincere

Come evidenziato dai dati Istat, il carovita agita i sogni di qualsiasi governo, ma c’è da scommettere che anche il nuovo Parlamento che avrà tra le sue priorità l’adozione di provvedimenti per dare risposte ai cittadini alle prese con un’inflazione galoppante. I prezzi in Italia ad agosto, come certificato dall’istituto di statistica, hanno toccato un aumento record dell’8,5%, al top dalla fine del 1985, quando raggiunse l’8,8% e a Palazzo Chigi sedeva Bettino Craxi. Un incremento tale del costo della vita, per intenderci, si traduce nel fatto che una famiglia italiana “tipo”, secondo i calcoli formulati dal Codacons, dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 2.580 euro in più all’anno, che raggiunge i +3.352 euro annui per un nucleo con due figli.

L’accelerazione dell’inflazione dall’inizio del 2022 (rispetto a luglio l’aumento ad agosto è dello 0,8%) si deve attribuire principalmente al rialzo dei prezzi dei beni energetici (+44,9%), con un’impennata dei prezzi dell’energia elettrica a mercato libero (+135,9%) e del gas di città e gas naturale (nel complesso +62,5%). Ma a impennare è anche il carrello della spesa (che mette insieme i prezzi dei beni alimentari e per la cura della casa e della persona) salito ad agosto al 9,7% dal +9,1% del mese precedente. Si tratta di un aumento maggiore del tasso generale quindi, e anche per il carrello della spesa assistiamo ormai a un livello che non si vedeva dal giugno del 1984.

Solo per mangiare e bere, in pratica, una famiglia italiana pagherà in media 598 euro in più all’anno, una cifra che cresce a 815 euro per una famiglia con due figli e a 974 euro per una con tre figli. Con l’aumento del carrello della spesa nel secondo semestre, osserva Confesercenti, «ci potrà essere una riduzione dei consumi di tre miliardi di euro circa», per cui «il rischio di precipitare in un autunno austero non può essere sottovalutato», per questo «la linea tracciata giustamente dal governo Draghi di intervenire per calibrare i prezzi degli energetici e sostenere le famiglie va assolutamente perseguita, con tutti gli interventi necessari volti a sostenere i consumi e a frenare la spirale inflazionistica».

Per il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi bisognerebbe intervenire «abbandonando la politica dei bonus a pioggia, tagliando subito l’Iva su beni primari come gli alimentari, in modo da portare a un’immediata riduzione dei prezzi al dettaglio e a benefici diretti per le famiglie». Nello specifico, secondo la Coldiretti, nel carrello della spesa degli italiani «è aumentato praticamente tutto»: si va dal +14% del pane al +12% per lo yogurt, dal +34% del burro al +7% dei salumi (+7%), per non parlare dell’incremento dei prezzi di farina (+23%), riso (+22%), pasta (+22%), latte conservato (+19%), carne di pollo (+16%) e uva (+15%).

Sempre secondo la Coldiretti, il rialzo dei prezzi ha già portato le famiglie a ridurre gli acquisti: si calcola che nei primi sei mesi dell’anno siano già 2,6 milioni le tonnellate di frutta “tagliate” dagli italiani. C’è chi rinuncia anche alle arance, un alimento considerato spesso alla stregua di un medicinale per le sue proprietà nutritive, tanto che nei primi 6 mesi del 2022 le loro vendite sono diminuite dell’8%. Sforbiciata anche alla voce verdura, per la quale si va dal -16% dell’acquisto di zucchine, al -12% di pomodori, -9% di patate e -4% per le carote.

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