“L’intolleranza dei ‘tolleranti'”: così il direttore dell’Osservatore Romano, Andrea Monda, descrive quanto accaduto all’Auditorium della Conciliazione all’inaugurazione degli Stati generali della natalità, con le contestazioni al ministro della Famiglia Eugenia Roccella.
“Mi ha molto colpito, dicevo, perché mi è apparso tutto quanto come un potente déjà vu”, “anche il meccanismo per cui una piccola minoranza prende la parola, con metodi violenti, alzando la voce, e tiene in scacco tutti gli altri accusandoli di violenza e intolleranza; l’intolleranza dei ‘tolleranti'”.
Quanto alle affermazioni che “il corpo è mio”, “mi colpisce ancora questa logica possessiva, proprietaria, che reifica tutto, anche il corpo umano, e lo abbandona all’onnipotenza del suo ‘padrone’. Decidere sul corpo come si potrebbe fare su un oggetto qualsiasi, un giocattolo, un telefonino”. Monda ricorda come agli studenti diceva: “Noi, esseri umani non abbiamo un corpo, ma siamo un corpo”. “Non siamo proprietari, padroni, perché non siamo i creatori di noi stessi”.
Infine una riflessione sulla “vita nascente che nel grembo materno non ha la forza per dire ‘Decido io'”.
“Passa qualche anno e quella vita, ormai nata e cresciuta, perché ha ricevuto il dono dell’accudimento e del nutrimento assicurato dalla relazione con le altre persone, potrebbe cominciare a pensare che non è vero che tutto è un dono, ma invece che tutto è un diritto, un potere da esercitare su tutti gli aspetti della propria vita, senza che nessuno possa impedirlo e frapporsi tra la volontà onnipotente dell’io e il suo obiettivo. E questa logica, che rinchiude l’individuo nella sua solitudine, viene chiamata libertà e anche ‘realizzazione’, un altro nome che oggi si usa per dire felicità. Ma qualcosa non torna, l’ho sentito di nuovo, ma chiaramente, anche ieri mattina all’Auditorium della Conciliazione, come lo sentivo e cercavo di farlo sentire ai miei studenti tanti anni fa”, conclude il direttore dell’Osservatore.








