Il bando a diesel e benzina approvato dall’Unione europea ha suscitato polemica politica e dibattiti industriali.
“Nelle discussioni di questi giorni si è spesso dimenticato che dal 2035 si potranno vendere in Europa vetture non solo elettriche, ma anche a idrogeno”, rimarca a MF-Milano Finanza Cristiano Musi, ad di Landi Renzo, che fra l’altro fornisce tecnologie di compressione e regolatori di pressione impiegati lungo tutta la catena di distribuzione del gas naturale, del biometano e appunto dell’idrogeno.
Cosa pensa della decisione europea di mettere al bando i motori endotermici nel 2035? (titolo H5, anche i successivi)
La sostenibilità è un obiettivo da perseguire, ma credo sia più facile centrarlo attenendosi a un principio di neutralità tecnologica.
Ciò premesso, per le batterie c’è un problema di dipendenza tecnologica e industriale dall’estero, specie dalla Cina. L’aumento delle vetture elettriche richiederà poi maggiore disponibilità di infrastrutture di ricarica e di energia elettrica: se si vuole essere coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione, non si può ricorrere al carbone o altri combustibili fossili per generarla. La semplicità delle auto a batteria avrà infine un impatto occupazionale considerevole. L’idrogeno è una soluzione per molti di questi problemi.
Perché?
I veicoli a idrogeno hanno più componenti e più tecnologia prodotta in Europa: sono quindi in grado di assorbire più manodopera. I tempi di ricarica si aggirano poi fra i 2 e 3 minuti e l’autonomia si attesta già oggi a 7-800 chilometri. La produzione di idrogeno da fonti rinnovabili consente poi di azzerare le emissioni complessive del trasporto secondo la logica cosiddetta well-to-wheel, dal ‘pozzo alla ruota’.
A che punto è lo sviluppo della tecnologia?
La tecnologia sarà pronta ben prima del 2035 e il prezzo dell’idrogeno scenderà considerevolmente tra il 2025 ed il 2030. Sinora le applicazioni più promettenti riguardano i veicoli commerciali, pesanti e leggeri, ma alcune case stanno studiando di applicare la tecnologia fuel cell anche alle vetture passeggeri. Bmw, per esempio, ha già annunciato il lancio di alcuni modelli.
Possiamo immaginare di vedere a breve sulle strade utilitarie a idrogeno?
I serbatoi dell’idrogeno sono piuttosto voluminosi. Credo quindi che nell’ambito del trasporto passeggeri siano adatti soprattutto alle auto di grandi dimensioni, suv, familiari e fuoristrada. La batteria è invece la tecnologia probabilmente più indicata per le utilitarie e altre vetture leggere o con particolari esigenze di design e aerodinamica come le auto sportive e le supercar.
Per saperne di più:

Claudio Barbaro, sottosegretario all'Ambiente e alla Sicurezza Energetica: “Il riconoscimento al Leo...

Idrogeno verde: ok al primo impianto di produzione in Sicilia | L’autorizzazione da Regione e Cts

ESG: il 77% degli italiani sceglie le aziende che investono sul territorio | L’Impact Monitor 2025 d...

Crisi idrica: un nuovo invaso sorgerà a Chiusa Sclafani in Sicilia | L’iniziativa della Regione Sici...

Clima: Firenze toglie pezzi d'asfalto per mitigare le isole di calore. Progetti nei quartieri dove c...









