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[L’analisi] Ecco perché il fisco è una zavorra per le imprese

Cosa blocca le imprese italiane? Secondo la direttrice generale di Confindustria, Francesca Mariotti, intervenuta nel corso dell’audizione alla Camera su Dl Semplificazioni Fiscali, il problema è rappresentato innanzitutto dal sistema fiscale italiano e dalla mancanza di semplificazione e la razionalizzazione nel quadro.

«Le imprese sperimentano quotidianamente un sistema complesso, instabile, costoso che – come diciamo spesso – “zavorra” lo sviluppo del Paese, imbrigliando l’attività dei contribuenti in una congerie di rigidità legislative e burocratiche. Per Confindustria semplificare e razionalizzare il quadro normativo resta un obiettivo fondamentale per garantire certezza nell’applicazione delle norme e coerenza dell’impianto impositivo», ha detto Mariotti sottolineando che «Confindustria sostiene da anni due proposte che darebbero un contributo fattivo al mai chiuso cantiere delle semplificazioni: in luogo della faticosa, per tutti, rincorsa delle emergenze, dovremmo elaborare, in tempo di “pace”, una disciplina quadro delle misure fiscali da introdurre in caso di calamità o eventi straordinari, con procedure attuative già declinate e concordate tra le diverse amministrazioni; dovrebbe essere, poi, inderogabile il ricorso alle analisi di impatto sulla regolamentazione vigente, prima dell’introduzione di un nuovo adempimento a carico dei contribuenti».

Questi, ha proseguito Mariotti, «sono solo due dei possibili antidoti a quel continuo affastellarsi di norme che ha generato un sistema disorganico ed inefficiente». Nel Dl Semplificazioni «sono pochissime le misure per le imprese. Così il quadro normativo non migliora e gli adempimenti non diminuiscono. Serve più semplificazione. In questo contesto, il dl Semplificazioni – così come formulato – non è in grado di fornire un valido sostegno alle imprese, né di imprimere un impatto decisivo su adempimenti e quadro normativo di riferimento. Il provvedimento consta, in totale, di 47 articoli: meno di 30 sono le norme propriamente fiscali e, tra queste, quelle dedicate alle imprese si contano sulle dita di una mano e vestono il “cappello” della semplificazione misure che si limitano ad integrare precedenti disposizioni o che ne definiscono più chiaramente gli ambiti di applicazione», ha spiegato ancora la dg.

Non solo. Nel provvedimento, «mancano correttivi al contributo extraprofitti e norme sul trattamento Iva dei derivati che evitino alle imprese stravolgimenti procedurali e rischio sanzioni», ha precisato Mariotti precisando che «bene alcuni interventi in materia di aiuti di Stato, R&S farmaci o società di comodo ma, d’altro canto è anche importante evidenziare la mancanza di una norma che inquadri definitivamente la natura Iva dei differenziali monetari generati dai contratti derivati, necessaria per evitare alle imprese stravolgimenti delle procedure interne o il rischio di incorrere in sanzioni. È utile la certificazione degli investimenti per i crediti di imposta ricerca, sviluppo e innovazione. Ma il meccanismo deve migliorare ancora».

Per Mariotti «sarebbe importante estendere la procedura di certificazione anche al credito di imposta vigente nel periodo 2015-2019 e alle altre misure fiscali automatiche che richiamano discipline extra-fiscali per la definizione dell’ambito applicativo. Importante, altresì, garantire un rapido avvio dell’innovativa prassi certificativa e adeguati presidi alla imparzialità e indipendenza dei certificatori. Da valutare, inoltre, con cautela, i profili connessi al costo della procedura di certificazione, al fine di non gravare eccessivamente sulle imprese, già tenute ad un ampio novero di adempimenti».

Infine, «occorre intervenire sulle sanzioni amministrative per l’utilizzo improprio dei crediti d’imposta distinguendo bene chi commette errori in buona fede da chi tenta la frode», ha concluso Mariotti sottolineando che «in particolare, per i crediti di imposta aventi natura agevolativa, è urgente ricondurre a maggiore precisione la distinzione, in ambito sanzionatorio amministrativo, tra le fattispecie di compensazione indebita di crediti non spettanti e di crediti inesistenti, da rintracciare nella sussistenza o meno di un intento frodatorio, come precisato anche da recenti pronunce della Corte di Cassazione e come ben definito in campo penal-tributario».

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