Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[L’analisi] Cremona è la smart city più tech d’Italia ma resta il nodo delle competenze

Le città del futuro sono forse più vicine di quanto si pensi: dai sensori per i parcheggi alle telecamere per il people counting, dai sistemi di illuminazione intelligente a sistemi di monitoraggio di traffico o qualità dell’aria.

Qual è lo stato dell’Italia? Venezia, Milano, Genova, Bari e Roma offrono insieme oltre la metà dei servizi di livello avanzato, ma al vertice della classifica c’è Cremona.

I dati, scrive Milano Finanza, emergono dallo studio “Smart Cities, a che punto siamo nel percorso verso città a prova di futuro” realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) nell’ambito di Futur#Lab, progetto promosso da I-Com e Windtre, in collaborazione con Join Group e con la partnership di Ericsson e Inwit.

Di fatto, lo sviluppo delle smart cities è a buon punto, soprattutto nei grandi comuni del Nord Italia. Restano però alcune criticità. Le risorse messe a disposizione dal Pnrr per la digitalizzazione sono sufficienti e gli obiettivi chiari, ma resta il problema della scarsità di competenze e dello scarso utilizzo del partenariato pubblico privato.

I-Com ha condotto un’analisi qualitativa sullo stato dell’arte delle iniziative messe in campo dai principali comuni capoluogo delle città metropolitane italiane. I pareri delle città interpellate sono stati unanimi sul fatto che le risorse messe a disposizione dal Piano per la digitalizzazione sono sufficienti e ci sia chiarezza su come utilizzarli.

A tal proposito, un aspetto evidenziato riguarda la gestione dei bandi e dei finanziamenti da parte dei comuni più piccoli, che spesso sono anche quelli che registrano progressi più lenti in ambito digitalizzazione.

Tra le criticità c’è invece la gestione contabile dei progetti. Infatti l’adozione di tecnologie innovative per la Pubblica Amministrazione (come ad esempio il passaggio al cloud) spesso ricade nella spesa corrente ed è soggetta a vincoli.

In quest’ ottica, la previsione di uno status speciale per particolari spese in servizi digitali innovativi al di fuori della classica spesa corrente potrebbe essere utile per favorire una più ampia adozione di tecnologie innovative da parte degli enti pubblici, con risvolti positivi in termini di numerosità e qualità di servizi digitali offerti a cittadini e imprese.

Ancora più prioritaria è l’esigenza di immettere nelle amministrazioni pubbliche anche locali nuovo personale, anagraficamente più giovane e in possesso di expertise diverse e più specializzate rispetto a quelle esistenti.

Senza però trascurare la necessità di una massiccia operazione di upskilling e reskilling del personale attualmente in servizio, la cui produttività deve aumentare di molto per far fare alla PA e in particolare a quella territoriale il salto in avanti necessario.

Inoltre, come detto il partenariato pubblico privato può giocare un ruolo determinante. La creazione di un ecosistema smart passa anche attraverso collaborazioni con le università e partnership con organizzazioni private.

Secondo i dati pubblicati dall’AgID, dal 2013 al 2019 le pubbliche amministrazioni italiane hanno esperito 80 gare d’appalto innovative, per un totale di 470 milioni: una goccia nel mare delle gare svoltesi nello stesso periodo.

Lo studio evidenzia come il cardine su cui si fonda la realizzazione di una smart city sono le reti tlc. In particolare un ruolo di primaria importanza è giocato dal 5G. Secondo le previsioni del Gsma, le reti 5G porteranno un contributo all’economia mondiale di circa 960 miliardi di dollari entro il 2030.

Stando all’analisi condotta da Dla Piper, l’applicazione del 5G con il più alto potenziale di crescita nel prossimo futuro è relativa proprio alle smart cities (22%), seguita dall’IoT (16%) e dal media & entertainment (16%). Altre tecnologie abilitanti sono sicuramente l’Internet of Things (IoT), il cloud e l’intelligenza artificiale (IA).

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.