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[L’analisi] Anche Erg svolta sulle rinnovabili. Primo investimento da 3 miliardi

Erg accelera nel settore delle rinnovabili e mette sul piatto investimenti per 2,9 miliardi di euro. Con il nuovo piano industriale al 2026 il gruppo prevede un incremento della potenza installata di 2,2 GW. L’obiettivo è quello di “essere ancor più protagonisti della transizione energetica in Italia ed Europa”, afferma l’amministratore delegato Paolo Merli.

Positivo il bilancio 2021

Decisamente positivi i risultati ottenuti nel 2021 con l’utile netto raddoppiato a 202 miliardi di euro ed i ricavi che salgono a 1,2 miliardi, per effetto delle maggiori produzioni dell’idroelettrico e dell’eolico in Italia e dell’incremento dei prezzi di cessione dell’energia. E’ stato un anno caratterizzato dal perdurare della “pandemia e dall’avvio di una crisi energetica – aggiunge Merli – con rincari dei prezzi senza precedenti”.

L’incremento del dividendo annuale

Partendo da risultati ottenuti l’anno scorso, Erg stima una crescita del margine operativo lordo (Ebitda) da 399 milioni di euro a 560 milioni nel 2026, di cui circa il 50% realizzato all’estero. Il dividendo annuale, inoltre, sarà incrementato a 0,90 euro per azione. Entrando nel dettaglio del nuovo piano industriale, la società punta a far crescere il proprio portafoglio incrementando la capacità installata fino a 4,6 Gw (+2,2 Gw), di cui circa 650 Mw nel solare e i primi 50 Mw nello storage elettrochimico attraverso progetti in costruzione nel Regno Unito, Polonia, Francia Svezia e Repowering in Italia. Previste anche operazioni di acquisizioni per circa 1 Gw.

Gli obiettivi sostenibili

Sul fronte della sostenibilità previsto l’obiettivo di diventare Net Zero al 2040 e il supporto ai territori con un contributo pari ad almeno l’1% del fatturato da destinarsi alle comunità locali dove sono insediati gli impianti. La crisi internazionale in Ucraina ha aumentato “l’urgenza e il nostro personale impegno nel contribuire a ridurre la dipendenza dal gas senza dimenticare gli obiettivi imprescindibili di decarbonizzazione e lotta ai cambiamenti climatici”, conclude Merli. 

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