“Il 2022 non è stato certamente un anno buono per la transizione verso l’elettrico. La quota di mercato di questa alimentazione, che sarebbe dovuta crescere con la spinta degli incentivi statali, ha invece consuntivato una flessione rispetto al 2021, arretrando dal 4,6% al 3,7% e facendo registrare il peggior andamento tra i più grandi mercati in Europa”.
È il commento di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto.
“I volumi di immatricolato dell’anno – spiega – sono stati i più bassi degli ultimi 40 anni, anche peggio del 2020 quando eravamo nel pieno della pandemia e le reti di vendita subirono la chiusura forzata dell’attività per oltre due mesi.
Di questo passo il rinnovo del parco circolante italiano continua a essere molto lento e le previsioni per l’anno appena iniziato, in un contesto economico di forte inflazione, restano ancorate alla prudenza.
Inoltre, soprattutto in vista del divieto europeo di vendita dei veicoli endotermici a partire dal 2035, rimangono molto forti i dubbi circa l’opportunità di puntare sul 100% elettrico”.
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