“Bisognerebbe ascoltare quello che Marina Berlusconi dice in privato ai suoi interlocutori su Donald Trump per capire cosa c’è in ballo oggi in America, e anche in Italia”.
Lo scrive il direttore del Foglio, Claudio Cerasa.
“Chi ha a cuore la difesa di un sano pensiero conservatore – prosegue Cerasa ridendosi a quanto avrebbe espresso in privato Marina Berlusconi – non può non osservare con preoccupazione tutto ciò che rappresenta l’ex presidente americano.
Chiunque tenti di tracciare un parallelismo tra Silvio Berlusconi e Donald Trump non sta facendo altro che avallare, legittimare e alimentare un’impostura politica.
Trump incarna la paura, l’isolazionismo, il nazionalismo, l’estremismo, il radicalismo, il complottismo e il protezionismo, mentre il fondatore del centrodestra italiano ha incarnato tutto l’opposto: l’apertura, l’ottimismo, il multilateralismo, l’europeismo, l’antinazionalismo, la difesa della globalizzazione.
Chi vuole ridurre i diritti civili, chi vuole inasprire le misure contro i migranti, chi vuole continuare a delegittimare le istituzioni democratiche negando il risultato di una tornata elettorale altro non è che un orizzonte da evitare e non un modello da emulare.
Non ci sono più alibi per non capire quello che una destra moderata dovrebbe comprendere.
E cioè che sperare che Trump vinca le elezioni promuovendo l’oscurantismo alla guida della democrazia più importante del mondo è un cortocircuito inaccettabile.
Una sana cultura conservatrice dovrebbe fare di tutto per ricordare ogni giorno che il trumpismo non è l’evoluzione del berlusconismo ma ne è una degenerazione.
Chi ha amato il berlusconismo non può che essere terrorizzato da tutto ciò che rappresenta il trumpismo agli occhi di chi ama un valore non negoziabile chiamato libertà”.








