Secondo quanto reso noto da Acea, l’associazione dei costruttori europei, le immatricolazioni di autovetture nell’Unione europea sono aumentate del 29% nel mese di marzo, con crescite a doppia cifra in tutti e quattro i principali mercati. Nel blocco sono state immatricolate 1.087.939 unità a marzo, che hanno portato il totale del trimestre gennaio-marzo a 2,7 milioni di unità (+18% a/a).
Osservando la performance dei mercati principali, la Spagna ha registrato un incremento del 66% a marzo, seguita dall’Italia con una crescita del 41%. In Francia le immatricolazioni sono aumentate del 24%, mentre in Germania del 17%. La quota di mercato dei veicoli elettrici a batteria (Bev) è salita al 14% circa a marzo, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente, mentre le immatricolazioni di veicoli elettrici sono aumentate del 58% nel periodo, raggiungendo le 151.573 unità. I veicoli ibridi (Hev) hanno registrato un altro mese forte a marzo, con un aumento delle vendite del 38,1% a 264.694 unità, mentre il mercato Ue dei veicoli ibridi plug-in (Phev) evidenzia una crescita del 4,3% nel mese.
Le immatricolazioni di auto a benzina sono infine cresciute del 30% a marzo e, rispetto a un anno fa, hanno aumentato la loro quota di mercato dello 0,4%, raggiungendo il 37,5%. Guardando le singole case automobilistiche, Volkswagen ha chiuso il mese di marzo con 275.757 immatricolazioni (+35% a/a), Stellantis con 216.862 immatricolazioni (+28% a/a), dato che per Renault si è attestato a 110.496 unità (+30% a/a). Bene anche Hyundai con 83.376 consegne (+8,9% a/a), e Toyota con 68.939 immatricolazioni (+25% a/a). Bmw ha chiuso il periodo con 72.227 consegne (+27,8% a/a) e Mercedes-Benz con 60.570 vendite (+20% a/a).
Analizzando i risultati dei quattro grandi mercati automobilistici europei, il Centro Studi Promotor sottolinea che la crescita di marzo è l’ottava consecutiva, a dimostrazione che «l’inversione di tendenza dell’agosto scorso si sta dunque consolidando ed è dovuta essenzialmente ad un aumento della produzione derivante dal miglioramento delle forniture di microchip e di altri componenti essenziali per la produzione di auto», si legge in una nota.
«Considerando il primo trimestre 2023 la crescita in Europa occidentale rispetto allo stesso periodo del 2022 è del 17,5%, ma il calo nei confronti della situazione ante-pandemia è ancora del 22%. La situazione del mercato è sostanzialmente analoga in tutti i cinque maggiori mercati dell’area, ma il quadro italiano è leggermente migliore perché il vuoto da colmare per tornare ai livelli ante-pandemia è del 20,6%, contro il 29,5% del Regno Unito, il 25% della Spagna, il 24,2% della Germania, il 23,9% della Francia», aggiunge la nota. Il Centro sottolinea, infine, che la quota delle auto elettriche è salita dal 3,3% al 3,8% in Italia: un dato positivo, ma meno rilevante se si considera che in Francia, Germania e Regno Unito la quota dell’elettrico puro è decisamente più alta e continua a crescere.
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