“E’ certamente un risultato storico perché rappresenta la presa di coscienza della necessità di imporre al profitto di contribuire alle necessità degli Stati, specie in questo momento di dolore più acuto per chi è più povero, e come italiano sono orgoglioso per la decisiva azione esercitata dal governo Draghi per questo accordo”. Così sentito dall’ANSA il commissario Consob Giuseppe Maria Berruti commenta l’accordo sulla tassazione globale raggiunto a Londra dai ministri delle Finanze del G7.
“Nel tempo dovrebbe essere più difficile eludere ogni impegno fiscale distinguendo la sede legale di una impresa dal luogo in cui essa produce il proprio profitto. Sia ben chiaro – prosegue Berruti – il perseguimento del profitto è essenziale per ogni impresa e per il mercato di cui essa fa parte. Senza ricerca del profitto non vi è impresa. Ma non può più essere consentito in un mercato concorrenziale la coesistenza di un profitto che paga le tasse con quella di un profitto di fatto esente”.
“La globalizzazione oggi è anche questo: è ricerca di regole di mercato trasparenti ed uguali per tutti i partecipi della competizione. Ci vorrà tempo per realizzare quello che oggi è solo un indirizzo, tuttavia da osservatore del mercato finanziario mi sento di dire che finalmente il G7 ha introdotto un principio di fondamentale solidità della finanza. Il risparmiatore può pensare di essere meglio tutelato”, conclude il commissario Consob.








