Giancarlo Coraggio (Presidente Corte costituzionale): «La pandemia non ha inciso sulla produttività della Corte»

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«Gli obblighi e i limiti imposti dalla pandemia non hanno inciso negativamente sulla produttività della Corte, tanto che è diminuito il numero delle cause pendenti» e questo «grazie all’impegno del segretario generale e di tutto il personale». Il presidente della Corte costituzionale, Giancarlo Coraggio, in un’intervista pubblicata sull’Annuario 2020, traccia un bilancio sull’attività della Consulta.

Nel corso del 2020, ha sottolineato «è continuato il trend di riduzione delle pronunce di inammissibilità e ciò vuoi per la migliore formulazione delle ordinanze di remissione e dei ricorsi vuoi per la maggiore propensione della Corte ad arrivare all’esame di merito». Una tendenza «apprezzabile» – ha osservato Coraggio – «perché ho sempre pensato che le pronunce di inammissibilità, quale ne sia la causa, costituiscano una sconfitta per la giustizia».

Sul ruolo della Corte nel riempire i vuoti di tutela Costituzionale, il presidente della Consulta ha sottolineato che si tratta «di un punto delicato della funzione della Corte, quello cioè dei rapporti con il Legislatore». «Nel tempo, – ha osservato – la modifica del contesto in cui la giustizia costituzionale si è trovata ad operare, l’emergere con forza di nuovi diritti fondamentali privi di tutela e l’esigenza sempre più avvertita di garantirli, hanno reso indispensabile e doveroso l’intervento della Corte, anche quando esso presuppone l’esercizio di discrezionalità. Tuttavia, siamo molto attenti a entrare in punta di piedi nel quadro legislativo sforzandoci di trovare in quello stesso quadro i riferimenti necessari».

Alla domanda se il bilancio sulla “leale collaborazione” tra la Corte e il legislatore faccia emergere un saldo positivo o negativo, il presidente della Consulta ha risposto facendo riferimento ai «numerosi moniti (25 nel 2020, ndr) con cui la Corte ha chiesto al Legislatore di intervenire»: moniti che sono aumentati «e sono in gran parte rimasti inevasi. Tuttavia – ha proseguito – la Corte non finirà mai di sottolineare la necessità di un migliore raccordo tra le Istituzioni».

Nel corso del 2020, grandi novità ci sono state sul fronte della comunicazione multimediale: dal nuovo sito ai canali social la Corte ha rafforzato l’immagine di una Istituzione aperta e moderna. È così? «Senza dubbio. È un nuovo modo di intendere i rapporti tra la società e le Istituzioni». Una apertura «in altri tempi impensabile e debbo dire – ha concluso – che il riscontro è stato estremamente positivo poiché i cittadini hanno dimostrato un reale e crescente interesse».

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