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Gabriella Chiellino (presidente eAmbiente Group): «La transizione green deve essere inquadrata con il rischio finanziario»

Inquadrare il processo della transizione green, che coinvolge tutte le aziende e Pmi del Paese, con il rischio finanziario. È stato questo il tema del convegno ‘Energia, CO2 e rischio finanziario’, organizzato all’Università di Ca’ Foscari da eAmbiente Group e dall’Associazione Ca’ Foscari Alumni, che dal 2011 riunisce tutti i laureati dell’Ateneo.

Questo è stato il secondo incontro, celebrato in modalità remota ed in presenza, del format creato da eAmbiente Group denominato ‘TalkAboutGreen’, una serie di incontri mirati ad approfondire le tematiche di attualità legate alla transizione energetica e al cambiamento che stanno vivendo le aziende con l’introduzione e l’applicazione delle nuove politiche energetiche imposte dal Pnrr.

”Il rischio che oggi corriamo – ha spiegato Gabriella Chiellino, fondatrice e presidente di eAmbiente Group – è di non renderci conto di quanto sia importante per un’azienda, di qualunque dimensione, iniziare un percorso di rendicontazione ambientale. Non oggi, ma in un futuro molto prossimo, le emissioni di CO2 diventeranno un costo per ogni azienda, perché è questa la direzione che ha intrapreso l’Europa con il New Green Deal. Quindi iniziare un percorso virtuoso di recupero della CO2, ma soprattutto di rendicontazione rispetto ai parametri Esg, porterà ad una migliore gestione della parte finanziaria”.

La transizione energetica, ha spiegato Cristian Pulitano, direttore energy&strategy – dipartimento di ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, ”abbraccia la totalità dei settori che rappresentano l’economia di un Paese come l’Italia, introducendo diverse opportunità anche per le piccole-medie imprese che rappresentano il tessuto industriale del nostro Paese: la possibilità di ridurre i costi afferenti alla bolletta energetica tramite investimenti in efficienza energetica, eventualmente supportati da strumenti incentivanti che ne riducono il PayBack Time ovvero tramite l’utilizzo di fondi del Pnrr; le comunità energetiche appena recepite in via definitiva nel quadro normativo nazionale: il Carbon border adjstment mechanism (Cbam) che dovrebbe applicare alle imprese manifatturiere extra-Eu il medesimo trattamento economico di quella UE in merito alle emissioni di CO2”. ”Tutti gli stakeholder stanno richiedendo sempre più informazioni Esg alle aziende” è intervenuta Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia.

”La necessità di dati Esg affidabili e armonizzati è cruciale per evitare distorsioni nei mercati (greenwashing) e allocazioni errate dei capitali sia da parte delle banche nel processo di credito che da parte degli investitori. Il rating è un giudizio sintetico che certifica la solidità di un’azienda dal punto di vista della sostenibilità e pur non sostituendo un rating finanziario tradizionale è lo strumento che permette l’accesso a finanziamenti sostenibili e viene richiesto sempre di più per dare l’accesso a filiere e catene di valore”.

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