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Franco Bettoni (Presidente Inail): «Per avere più sicurezza sul lavoro servono più ispettori»

«Bisogna indignarsi e continuare a parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro tutti, tutti i giorni. Occorre investire di più, assumendo anche più personale». Lo afferma Franco Bettoni, presidente Inail, intervistato sulla Stampa da Paolo Baroni dopo gli ultimi casi di morte sul lavoro.

«Innanzitutto – esordisce -, voglio manifestare la mia vicinanza alle famiglie. Poi, se guardiamo al bilancio del fenomeno infortunistico, va detto che è purtroppo ancora molto preoccupante. E questo ci fa comprendere che non si fa ancora abbastanza per combattere la piaga degli incidenti sul lavoro». «È necessario un coinvolgimento più attivo di istituzioni, parti sociali, enti e organismi del settore per un rafforzamento concreto e reale degli interventi di prevenzione e controllo», prosegue.

Ma è vero che l’Italia ha il record europeo di queste morti? «Non è così. Assolutamente non siamo la maglia nera. Ogni paese adotta criteri differenti di classificazione, e non tutti hanno un sistema assicurativo specifico e archivi statistici completi e strutturati come l’Italia. Secondo Eurostat nel 2016 l’indice di incidenza infortunistica dell’Ue era pari a 1,23 contro lo 0,91 dell’Italia».

È un dato di fatto però che in Italia si facciano pochi controlli. Come funziona? «Per quanto riguarda l’Inail i nostri ispettori non hanno poteri di accertamento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che invece sono attribuiti alle Asl e all’Ispettorato nazionale del lavoro. Noi controlliamo le irregolarità contributive e il non rispetto della legislazione sociale».

Servirebbe incaricare di tutto un unico soggetto? «In tema di salute e sicurezza sul lavoro per avere un soggetto unico servirebbe una riforma legislativa. Sicuramente i risultati conseguiti attraverso l’attività ispettiva dimostrano la necessità urgente di reclutare nuovi ispettori nel quadro di un rafforzamento della funzione di coordinamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro».

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