«È una sfida colossale, forse la più grande mai affrontata dall’umanità. Ma le nostre analisi ci dicono anche che è fattibile». A dirlo, in un’intervista a Repubblica, è Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), che oggi pubblica un rapporto il quale indica ai governi come agire per decarbonizzare il comparto energetico e centrare l’obiettivo delle emissioni zero entro il 2050.
«Se i governi seguiranno la nostra roadmap – spiega Birol – nel 2040 tutto il fabbisogno mondiale di elettricità sarà soddisfatto da centrali fotovoltaiche, eoliche, idroelettriche, geotermiche e in alcuni paesi come Francia e Cina da un piccola quota di nucleare. Ci sarà quindi un crollo nella domanda di petrolio e di gas».
«Ma prevediamo che gli investimenti nelle rinnovabili produrranno 30 milioni di nuovi posti di lavoro, soprattutto nei settori del fotovoltaico, dell’efficienza energetica, delle nuove reti intelligenti di distribuzione. A fronte dei 5 milioni di posti di lavoro persi nell’industria dei combustibili fossili. La vera scommessa dei governi – sottolinea – è gestire con saggezza questa trasformazione».
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