«La notizia è sconcertante: secondo il report Green Recovery Tracker sull’Italia, nel Pnrr presentato da Draghi lo scorso 27 aprile, la spesa effettiva sul clima raggiunge solo il 16% delle risorse messe a disposizione dall’Ue, una percentuale lontana anni luce dal 37% indicato come target vincolante. Sempre secondo il report, che ha analizzato i Piani di Ripresa e Resilienza di molti Stati membri, le misure di risanamento dell’Italia sarebbero finora le più ridotte in termini di potenziale di transizione verde dei fondi di risanamento disponibili». Lo comunicano, in una nota, Eleonora Evi e Angelo Bonelli, rispettivamente eurodeputata di Europa Verde e coordinatore nazionale dei Verdi.
«Proprio nei giorni scorsi, come Verdi europei» prosegue Evi «abbiamo scritto alla Commissione per segnalare, nel nostro Pnrr, casi di progetti veramente impresentabili, in cui i requisiti dettagliati dal Regolamento Rrf e dalle linee guida della Commissione sono stati violati, elusi o ignorati. Ora questo report conferma le nostre preoccupazioni»
Per Bonelli «l’assegnazione di finanziamenti diretti e indiretti alle fonti fossili, in particolare il gas e l’idrogeno non rinnovabile attraverso progetti di installazione delle caldaie a condensazione, inseribili nel Superbonus 110, o il supporto agli autobus alimentati a gas, è inaccettabile e sottrae risorse cruciali per la produzione di energia da fonti rinnovabili e mobilità sostenibile.»
«Ma c’è di più» proseguono i due ambientalisti «questa già irrisoria percentuale del 16% potrebbe diventare addirittura del 13% se nella valutazione dell’intero pacchetto di risanamento si tiene conto anche del Pacchetto complementare da 30,6 miliardi. Il Pnrr del Governo Draghi tradisce tristemente le promesse del premier di fare del Recovery Plan una rivoluzione verde. I numeri parlano chiaro» concludono Evi e Bonelli «e il report Green Recovery Tracker non fa che confermare quanto più volte abbiamo denunciato».








